La solitudine dell’imprenditore: uno svantaggio o un punto di forza?

solitudine dell'imprenditore
Freelance, solopreneur e imprenditori si sentono spesso soli nel loro viaggio professionale. Ma è davvero uno svantaggio? E come possiamo trasformarlo in un punto di forza?

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Sempre più spesso si parla di solitudine dell’imprenditore, una situazione in cui freelance, solopreneur e imprenditori si ritrovano a percorrere il proprio viaggio imprenditoriale da soli, senza supporto emotivo e talvolta senza nemmeno venire totalmente compresi dalle persone che ci circondano.

Nonostante il lavoro indipendente conceda tantissime libertà, è inevitabile trovarsi sulle spalle molte responsabilità, decisioni da prendere e sfide quotidiane da affrontare. E farlo da soli spesso aumenta questo senso di disorientamento e di solitudine.

La solitudine dell’imprenditore è anche un qualcosa che è quasi impossibile evitare completamente e che non viene quasi mai vissuta in modo positivo. Anzi, il rischio di “esplodere” o di ricadere in una situazione di burnout è sempre dietro l’angolo.

Ma quello del freelancing e dell’imprenditorialità dovrebbe essere un viaggio emozionante e pieno di stimoli. Le difficoltà che incontriamo lungo il nostro percorso dovrebbero rappresentare delle bellissime sfide che sappiano tirare fuori il meglio da noi stessi e non occasioni per demoralizzarsi e deprimersi.

Ma allora questa solitudine dell’imprenditore è davvero sempre qualcosa di negativo? O possiamo trasformarla in un punto di forza che può migliorare costantemente il nostro percorso professionale?

Cos’è la solitudine dell’imprenditore

I liberi professionisti, i freelance, i solopreneur e gli imprenditori sono un po’ come dei capitani che solcano i mari impetuosi del business con la loro nave imprenditoriale.

E finché il sole splende e l’acqua è liscia come una tavola, questo viaggio è estremamente coinvolgente, entusiasmante e permette di respirare tutte le libertà e l’indipendenza che questo stile di vita comporta.

Ma a lungo andare è abbastanza comune iniziare a sentirsi un po’ soli, persi, smarriti.

La nostra attività, i nostri progetti e i nostri clienti iniziano a prendere sempre più spazio nella nostra vita. Spesso ci viene fatto notare che lavoriamo troppo, che parliamo sempre di lavoro, che non riusciamo a staccare e passiamo troppo poco tempo con amici e familiari.

E quando le cose sul lavoro iniziano a funzionare, può capitare anche di attrarre invidie e gelosie da parte di colleghi e amici con i quali i rapporti inizieranno a incrinarsi.

Per non parlare poi di quando non abbiamo dei soci, un mentore o una guida che ci aiuti a far fronte alle sfide, alle pressioni finanziarie, alle decisioni – spesso anche molto importanti – che ci troviamo a dover prendere completamente da soli.

E piano piano scivoliamo in una bolla di solitudine che diventa sempre più spessa e da cui uscire sembra sempre più difficile.

Ammettiamolo una volta per tutti: essere imprenditori non è affatto un compito facile.

Richiede competenze che non tutti hanno, bisogna riuscire a pensare fuori dagli schemi, vedere opportunità dove gli altri non le vedono, fare ciò che gli altri non sono disposti a fare. Hai un sogno e sei disposto a tutto per trasformarlo in realtà.

Il tutto mantenendo sempre costanza, focus e concentrazione. Facile, no?

La mia esperienza: dalla caduta alla rinascita

solitudine imprenditoriale

Quando ho iniziato la mia carriera come solopreneur, ho utilizzato tutte le mie energie per creare il business dei miei sogni. Mi sono isolata completamente per lavorare freneticamente ai miei progetti e raggiungere gli obiettivi che mi ero imposta.

E questo isolamento è stato ancora più evidente in un lavoro come il mio, che viene svolto completamente online.

Ero ossessionata dal voler apprendere tutte le competenze che pensavo potessero servirmi – e anche qualcuna in più perché “non si sa mai”. Ogni risultato raggiunto con il mio lavoro ha compensato qualsiasi altra cosa che mi stavo perdendo, come il mio tempo libero e i miei rapporti sociali.

Mi sembrava che questo isolamento autoimposto fosse un male necessario, nemmeno poi così grave, che andava affrontato per forza per poter raggiungere i miei obiettivi. Alla fine, chi ha bisogno di vita sociale quando tutto ciò che desideri è sviluppare il business dei tuoi sogni?

Poi un giorno, come era inevitabile, è arrivato il burnout. Semplicemente non ce la facevo più.

Per la prima volta mi ero accorta che avevo fatto terra bruciata intorno a me. Avevo il mio business, è vero, e stava funzionando molto bene. Ma a quale costo?

Gli amici non mi cercavano quasi più – alla fine non avevo mai tempo per loro, cosa avrei dovuto aspettarmi? –, i miei figli stavano crescendo senza di me e i rapporti con mio marito e con la mia famiglia si stavano incrinando giorno dopo giorno.

Ma anche a livello professionale le cose non andavano come volevo. Avevo perso di vista l’obiettivo vero che volevo raggiungere: avere la libertà di fare il lavoro che amo, gestirmi gli orari e avere tempo da dedicare alla mia famiglia, ai miei amici e ai miei hobby.

Cercavo la libertà e mi sono ritrovata ad essere schiava di me stessa. Credevo di aver raggiunto i miei obiettivi e invece ero andata nella direzione opposta senza nemmeno sapere come ci fossi arrivata.

Uno svantaggio o un punto di forza?

Questa presa di coscienza è stato il vero punto di svolta nella mia vita, sia professionale che privata. E ho scoperto che questa solitudine imprenditoriale è in realtà una moneta a doppia faccia.

Nel mio percorso mi ero soffermata solo sulla faccia negativa. Era quindi ora di girare questa medaglia e trasformare questa solitudine dell’imprenditore in un punto di forza.

E così è stato.

La solitudine dell’imprenditore è infatti una situazione quasi inevitabile per imprenditori e freelance ma non è necessariamente uno step negativo, anzi. Se gestita correttamente porta infatti tantissimi vantaggi, sia dal punto di vista personale che quello professionale.

Molti studi dimostrano ad esempio che sia fin dalla tenera età, la solitudine è un terreno fertile per la creatività. Quando sei da solo con le tue idee, infatti, hai la libertà di pensare in modo non convenzionale, “outside the box”, ed esplorare nuove soluzioni senza nessun limite.

La solitudine può anche promuovere una più ampia autoconsapevolezza e una maggiore autonomia. Quando sei l’unico responsabile delle tue decisioni e del tuo successo, sviluppi infatti una profonda comprensione di te stesso, dei tuoi obiettivi e delle tue debolezze.

Ed è proprio questa autoconsapevolezza che rafforza le tue doti decisionali, la tua leadership, ti aiuta a vedere le sfide come stimoli e non come ostacoli e funge da catalizzatore per il tuo miglioramento personale e professionale.

L’autonomia che deriva dalla solitudine ti permette anche di adattarti rapidamente ai cambiamenti e alle mutevoli condizioni del mercato, riuscendo ad anticipare i trend e a prendere sempre decisioni più obiettive e razionali. E questo può darti anche maggiori vantaggi competitivi.

Riuscire a equilibrare con saggezza la solitudine dell’imprenditore alla socialità e alla vita privata, agli affetti e al tempo libero ti aiuterà quindi non solo a sentirti meglio con te stesso ma anche a migliorare le tue prestazioni lavorative e a diventare un professionista migliore di quello che avresti mai immaginato.

Come uscire dalla solitudine dell’imprenditore

Uscire dalla solitudine dell’imprenditore spesso non è possibile del tutto ma abbiamo visto che questo in realtà è un bene.

Quello che invece dobbiamo sempre riuscire a fare non è tanto uscire da questa solitudine quanto riuscire a implementarla in modo equilibrato nella nostra vita facendo in modo che sia una scelta consapevole e non una schiavitù.

Ed ecco le cose che mi hanno aiutata maggiormente a vivere con serenità la mia solitudine dell’imprenditore.

1. Trova nuovi partner e colleghi

Una delle prime strategie per superare la solitudine dell’imprenditore è quella di ampliare la tua cerchia di contatti professionali.

Cerca attivamente nuovi partner e colleghi con cui collaborare sfruttando magari il potere di piattaforme come LinkedIn. Queste collaborazioni non solo ti daranno la possibilità di condividere idee e responsabilità ma possono anche fornirti una rete di supporto di professionisti pronti ad affrontare le sfide insieme a te.

Ricorda che il mondo del lavoro è pieno di persone di talento che hanno valori e missioni simili ai tuoi. Trovarle e stringere delle collaborazioni – o perché no? Anche delle amicizie! – può fare tutta la differenza del mondo nel tuo viaggio imprenditoriale.

2. Non sottovalutare l’offline

Anche partecipare a eventi di settore, come conferenze, fiere e workshop, è fondamentale per rimanere aggiornato sui temi che ruotano intorno al tuo settore lavorativo ma anche per incontrare persone con interessi comuni e creare connessioni profonde con loro.

Sfrutta questi eventi per stringere nuove relazioni professionali, condividere le tue esperienze e ascoltare le storie degli altri imprenditori. Trovare un senso di appartenenza a una comunità più ampia può aiutarti a combattere la solitudine.

3. Collabora in modo più stretto con i tuoi collaboratori

Se hai collaboratori o dipendenti, considera anche l’opportunità di coinvolgerli in modo più attivo nella tua attività imprenditoriale. Condividere responsabilità e decisioni con il tuo team non solo alleggerirà il tuo carico di lavoro ma creerà anche un senso di coinvolgimento e appartenenza.

Non fare il leader misterioso: parla con i tuoi collaboratori nelle questioni importanti, falli partecipare alle discussioni strategiche e fai sentire che le loro opinioni contano. Questo rafforzerà la coesione del team e attenuerà la solitudine dell’imprenditore di tutti.

4. Impara a gestire le tue emozioni

La solitudine dell’imprenditore può essere accompagnata da emozioni intense, come ansia, stress e insicurezza. Imparare a gestire queste emozioni è essenziale per mantenere il tuo benessere mentale e il controllo della tua vita.

E se non ce la fai da solo, chiedi aiuto: ci sono tantissimi psicologi e psicoterapeuti specializzati in questi temi che possono aiutarti a sviluppare strategie di coping efficaci.

Anche praticare mindfulness e meditazione può essere utile per calmare la mente, concentrarsi sul momento presente e ridurre lo stress (io ad esempio utilizzo un’app fantastica, si chiama Insight Timer e ha tantissime meditazioni gratuite!).

La stagione del fallimento è il momento migliore per piantare i semi del successo.
(Paramahansa Yogananda)

5. Prenditi delle pause

Per noi professionisti, freelance e imprenditori, spesso è difficile riuscire a staccare dal lavoro. Alla fine non abbiamo orari da rispettare e le cose da fare sono sempre infinite. Ma credimi: devi imparare a farlo.

Scandisci i tempi, separa l’orario lavorativo da quello libero, la vita professionale da quella personale. Dedica tempo alle tue passioni, ai tuoi hobby e alle attività che ti fanno felice. Passa più tempo con le persone che ami.

Queste pause possono rigenerare la tua mente e il tuo spirito, rinnovare i tuoi rapporti sociali e ti aiuteranno anche a lavorare meglio, con la mente più libera e con maggiore energia.

Riflessioni finali

La solitudine dell’imprenditore non è sicuramente un argomento semplice da trattare ma spero che la mia esperienza possa accenderti una lucina e aiutarti a eliminarla gestirla al meglio, così da poter beneficiare anche di tutti i vantaggi che questa solitudine può offrirti.

Non considerarlo un ostacolo da superare bensì un’opportunità per crescere, per sviluppare la tua creatività e la crescita personale.

In ogni sfida è nascosta l’occasione per crescere e imparare. Sta solo a te trovarla!

Buon blogging e buon business!

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