Partita IVA per blogger: come e quando aprirla

Partita IVA per blogger
Hai un blog o vuoi averne uno? Ecco tutto ciò che c'è da sapere sugli aspetti burocratici e fiscali, come aprire la partita IVA e quando

Una delle domande che ricevo più spesso sul mio blog è:

Ele, ma se ho un blog devo aprire partita IVA? Quando? Con quale codice ATECO? E quanto devo pagare di contribuiti?

E dal momento che non sono un’esperta di fiscalità ma non volevo nemmeno lasciare tutte queste domande senza una risposta, ho contattato Matteo Camurri, Dottore Commercialista ed esperto nella creazione d’Impresa.

La sua missione? Aiutare i neo-imprenditori ad avviare la loro attività in modo facile e sicuro, senza commettere errori e senza farsi schiacciare dalla burocrazia, dalle tasse e dai contributi

Chi meglio di lui per spiegarci in modo semplice ed efficace come e quando aprire una partita IVA se si ha un blog?

Oggi, quindi, lascio la parola a lui!

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Sei un blogger e ti piacerebbe trasformare la tua passione in un vero e proprio lavoro ma ti spaventa il solo pensiero di aprire la partita IVA?

Allora oggi è il tuo giorno fortunato! Sai perché?

Perché in questa guida ti spiegherò tutto quello che è importante sapere per aprire la partita IVA senza commettere errori e senza farti schiacciare dalle tasse e dai contributi.

In più risponderò alle domande più gettonate sull’argomento “blogger e partita IVA”.

In particolare, ti svelerò:

  • quando è obbligatorio aprire la Partita Iva e quando invece no
  • qual è il codice ATECO migliore da scegliere
  • qual è il regime fiscale perfetto per la tua situazione specifica
  • come risparmiare migliaia di euro di contributi INPS
  • … e molto altro! 😉

Ma non perdiamoci in ulteriori chiacchiere ed entriamo subito nel vivo dell’argomento.

Pronto? Allora mettiti comodo perché iniziamo!

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Partita IVA per blogger: quando è necessario aprirla?

Partita IVA per blogger quando è necessario aprirla

Molti blogger mi chiedono se devono per forza aprire subito la Partita Iva.

La risposta chiaramente è NO.

Se hai creato un blog ma non vendi nulla, né direttamente né indirettamente, allora è a tutti gli effetti un hobby e quindi non c’è necessità di aprire la Partita Iva.

Se invece inizi a monetizzare il tuo blog vendendo consulenze, infoprodotti oppure tramite link di affiliazione, come ad esempio i link di affiliazione di Amazon, allora sì, la partita IVA diventa obbligatoria.

Se ti è capitato di navigare nei siti che forniscono pseudo-consulenze fiscali, ti sarai accorto che ci sono diverse informazioni ricorrenti – e spesso contrastanti – sull’apertura della partita IVA.

Il primo consiglio che mi sento di darti, a questo proposito, è: STAI ATTENTO ALLE BUFALE.

Prendiamo l’esempio più eclatante: il limite dei 5.000 euro.

Ancora oggi circola la notizia (falsa!) che chi guadagna meno di 5.000 euro in un anno può evitare di aprire la Partita Iva.

Invece non è così.

La verità è che il Fisco non prevede alcun limite di reddito al di sopra del quale è necessaria l’apertura della partita IVA.

E questo, come puoi immaginare, implica che:

  • se superi i 5.000 euro di ricavi non è detto che tu sia costretto ad aprire la Partita Iva
  • se i tuoi ricavi annui sono inferiori ai 5.000 euro non è detto che tu non debba metterti in regola con il Fisco.

Quali sono allora i parametri da considerare per capire se è necessario aprire la partita IVA?

In realtà, tutto dipende dalla modalità con cui svolgi la tua attività, in base a due aspetti:

  • l’abitualità
  • la continuità.

Ti anticipo che la normativa fiscale è abbastanza nebulosa a questo proposito e non esiste una definizione precisa di questi due concetti e quindi vanno un po’ interpretati in base ai singoli casi.

Per aiutarti, posso dirti che un’attività è considerata abituale e continuativa nel momento in cui è svolta con regolarità.

Un’attività è considerata abituale e continuativa nel momento in cui è svolta con regolarità. Condividi il Tweet

In questo caso, la partita IVA diventa obbligatoria. Altrimenti si può evitare.

E qui entra in gioco la consulenza professionale del Commercialista serio e preparato, che, in base ai singoli casi, sa come indirizzare i propri clienti per non fare errori che possono essere anche molto costosi (le multe salate sono sempre dietro l’angolo, purtroppo).

Come aprire la Partita IVA se hai un blog

Come aprire la Partita IVA se hai un blog

Se hai deciso di fare il salto di qualità e trasformare il tuo blog in un business vero e proprio, allora è necessario aprire la partita IVA.

Aprire la partita IVA di per sé è un adempimento estremamente semplice ed economico: ti basta infatti compilare un modulo e il gioco è fatto.

Il problema però è rappresentato da tutte le scelte che bisogna fare in fase di apertura della Partita Iva.

Si tratta di scelte piuttosto complesse che, se non vengono fatte in modo corretto, possono in molti casi compromettere la tua attività.

Mi riferisco in particolare a:

  • scelta del codice ATECO
  • scelta del regime fiscale
  • scelta della forma giuridica ecc.

Anche la gestione della partita IVA deve essere fatta con la massima attenzione e non va mai sottovalutata.

Le norme da rispettare sono tante e in continua evoluzione. Nemmeno le partite IVA minori, cioè coloro che hanno scelto il regime forfettario, possono considerarsi esonerate.

Devi sapere che ci sono tanti aspetti da gestire e devi farlo in modo corretto per non commettere errori.

E sai bene che il Fisco non perdona.

Ma partiamo dal primo aspetto: quale codice ATECO dobbiamo scegliere?

Quale codice ATECO scegliere

codice ATECO

Non esiste un codice ATECO che vada bene per tutti i blogger.

Anche perché, come ti accennavo prima, ci sono vari modi di monetizzare e in base a quello che scegli avrai un codice identificativo specifico.

Quindi prima di decidere il codice ATECO è necessario capire quale tipo di attività svolgi.

Ecco i casi più diffusi:

  • se monetizzi tramite Adwords o affiliate marketing, il codice ATECO corretto è 73.11.02
  • se monetizzi tramite consulenze, ad esempio sei un consulente marketing, il codice ATECO di riferimento è 70.22.09
  • se vendi infoprodotti, il relativo codice ATECO è 47.91.10.

Chiaramente questi codici possono tranquillamente convivere nella stessa partita IVA.

Quindi se hai un blog e monetizzi ad esempio tramite consulenze e affiliate marketing, puoi utilizzare sia il 70.22.09 che il 73.11.02.

Quale regime fiscale scegliere per il tuo blog

regime fiscale blog

Scegliere il migliore regime fiscale è un aspetto molto delicato per tutti, non solo per chi svolge un’attività nel mondo digitale.

Se sbagli il regime fiscale puoi rimetterci tanti soldi. Tra l’altro, l’introduzione del regime forfettario ha causato non poca confusione tra i neo-imprenditori.

Ci tengo a dire che non ho nulla contro questo regime fiscale. Anzi, lo ritengo veramente utile per un certo tipo di imprenditore.

Ma la verità è che non è adatto per tutti.

Come probabilmente sai, il regime forfettario può essere scelto solo se la tua attività rispetta determinate condizioni.

Non è detto però che se la tua impresa le rispetta, allora questo regime è automaticamente adatto a te.

Credimi, ci sono diversi neo imprenditori che hanno sprecato migliaia di euro perché, mal consigliati, hanno scelto questo regime.

Il regime fiscale va quindi scelto in base alle condizioni personali e a come si vuole organizzare la propria attività.

Per aiutarti in questa scelta, ho creato un test che permette di capire quale regime è più conveniente in base al tuo caso specifico.

Chiaramente non è perfetto al 100% come una consulenza personalizzata, ma è già un buon indicatore.

>> FAI IL TEST PER CAPIRE QUALE REGIME FISCALE È IL MIGLIORE PER TE

Partita IVA e contributi

Partita IVA e contributi

Chi svolge un’attività in proprio (nessuno escluso!) ha l’obbligo di versare i contributi INPS.

Nel momento in cui apri la partita IVA, quindi, sei tenuto a versare i contributi.

Probabilmente ora ti stai chiedendo: “Sì, ma quanto devo pagare?”

Anche in questo caso, dipende dal tipo di attività che svolgi.

Prendiamo in esame due tra le casistiche più diffuse:

  • Vendita di infoprodotti e affiliate marketing
  • Vendita di consulenze.

Vediamo nel dettaglio entrambe queste situazioni per capire quanti contributi dovrai versare.

Contributi INPS per infoprodotti e affiliate marketing

Contributi Inps

Se hai un blog e stai pensando di vendere degli infoprodotti o decidi di monetizzare tramite l’affiliate marketing, devi sapere che i contributi da pagare sono quelli della gestione INPS commercianti.

Attualmente sono previste due tipologie di contributi previdenziali:

  • Contributi fissi
  • Contributi a percentuale.

Scendiamo più nel dettaglio e scopriamo qual è la differenza tra questi due contributi.

Contributi fissi

Il nome stesso dei “contributi fissi” è già di per sé esplicativo: significa infatti che li devi pagare sempre, indipendentemente da quanto guadagni.

Nel 2021 i contributi fissi per i commercianti ammontano a € 3.850.

So già, a questo punto, qual è la tua prossima domanda:

“Ma se guadagno solo € 1.000 sono comunque obbligato a versare più di € 3.800 di contributi? Ne sei proprio sicuro?! 😱”.

Purtroppo sì, ne sono sicuro.

E sinceramente, non mi sembra il modo migliore per incoraggiare gli aspiranti imprenditori a intraprendere un’attività in proprio… ma purtroppo, questa è la legge.

Quando si pagano i contributi fissi

Il pagamento dei contributi fissi va fatto in 4 rate entro il:

  • 16 maggio
  • 20 agosto
  • 16 novembre
  • 16 febbraio (dell’anno successivo)

Se però il tuo reddito è superiore a € 15.953, ai contributi fissi si aggiungono anche i contributi a percentuale.

Contributi a percentuale

Con questa tabella ti puoi fare un’idea di quanto ammontano.

REDDITOCOMMERCIANTE
Da € 15.953 fino a € 47.37924,09%
Oltre a € 47.37925,09%

Come puoi vedere, se sei un blogger e il tuo reddito supera € 15.953, dovrai versare – solo sulla parte di reddito in più – un contributo pari al 24,09%.

E nel caso in cui il tuo reddito superi la soglia di € 47.379 la percentuale sale al 25,09%

INPS e Partita Iva: come si calcolano i contributi da pagare

Facciamo qualche esempio per spiegare meglio come calcolare i contributi da pagare.

Esempio n. 1

Federico ha un blog dal 2017. Da gennaio 2021 ha deciso di vendere degli infoprodotti sul suo blog. Ha quindi aperto la Partita Iva e si è iscritto all’INPS commercianti.

Il suo reddito alla fine dell’anno ammonta a € 12.500

Federico, dovrà semplicemente versare i 4 contributi fissi per un totale di € 3.850, dato che il suo reddito è inferiore a € 15.953.

Esempio n. 2

Supponiamo invece che il reddito annuo di Federico sia di € 26.000. In questo caso non dovrà versare solo € 3.850 di contributi fissi.

Sul reddito che supera € 15.953, pari a € 10.047 € (26.000 – 15.953) pagherà il 24,09% di contributi a percentuale, per un importo di € 2.420.

Il totale dei contributi dovuti da Federico sarà quindi € 3.850 + € 2.420 = € 6.270

Esempio n. 3

Poniamo ora il caso che Federico abbia realizzato un reddito annuo di € 78.000.

Oltre ai contributi fissi di € 3.850, sul reddito che supera € 15.953 e fino a € 47.379, pari cioè a € 31.426 (47.379 – 15.953) pagherà il 24,09% di contributi a percentuale, equivalente a un importo di € 7.570.

Sul reddito che va da € 47.379 a € 78.000 ( € 30.621) pagherà il 25,09 %, pari a un importo di € 7.682.

Il totale dei contributi dovuti da Federico sarà quindi:

€ 3.850+ € 7.570 + € 7.682 = € 19.102

Massimali contributivi

Fortunatamente i contributi a percentuale hanno un tetto massimo sul quale si applicano, il cosiddetto massimale.

Nel 2021, questo limite è di € 103.055.

La quota del reddito che supera questa cifra è esente da contributi.

Chiariamo meglio con un esempio.

Esempio n. 4

Prendiamo ancora il caso di Federico e ipotizziamo che il suo reddito a fine anno sia di € 130.000.

Dovrà quindi versare:

  • contributi fissi
  • contributi a percentuale su € 87.102, che corrispondono alla differenza tra € 103.055 e € 15.953

Pertanto, oltre € 103.055 il reddito è esente dai contributi.

Termini di versamento dei contributi a percentuale

I contributi a percentuale, a differenza di quelli fissi, devono essere versati in due sole tranche:

  • 30 giugno
  • 30 novembre

Contributi Inps per Consulenti

contributi inps consulenti
Se hai un blog e stai pensando di monetizzare tramite le tue consulenze, devi sapere che sei tenuto a iscriverti alla Gestione Separata INPS e sarai sottoposto al pagamento dei relativi contributi.

La Gestione Separata INPS ha però un grande vantaggio rispetto alla sezione Commercianti: non prevede contributi fissi.

Si paga infatti solo in percentuale al reddito. Quindi, se guadagni poco, paghi poco.

Il lato negativo è che se non raggiungi un reddito di € 15.953, l’INPS non ti accrediterà un anno di contributi validi ai fini della pensione.

L’aliquota per il 2021 è pari al 25,98% da applicare al reddito effettivo risultante dalla dichiarazione dei redditi.

Anche in questo caso abbiamo un massimale, un tetto oltre al quale non si applicano i contributi ed è pari a € 103.055.

Chiariamo il tutto con un nuovo esempio.

Esempio n. 5

Francesca, consulente marketing, ha aperto la Partita Iva a febbraio del 2021.

Se alla fine dell’anno il suo reddito sarà pari a € 14.000, dovrà versare € 3.637 di contributi.

Riflessioni finali

In quest’articolo ho riassunto le principali regole da tenere a mente se sei un blogger e stai pensando di aprire la partita IVA.

Gli argomenti che ho affrontato sono una rappresentazione esatta del Principio di Pareto 80/20.

Le informazioni che hai ricevuto in questo articolo sono il 20% che ti garantiranno l’80% dei risultati.

Tuttavia non si esaurisce tutto qui…

Ovviamente, oltre a questi aspetti di cui ti ho parlato ci sono tante altre cose che devi sapere: ad esempio come progettare in concreto la tua attività, quale forma giuridica scegliere, come richiedere eventuali finanziamenti a fondo perduto…

Se sogni quindi di trasformare la tua passione per il blogging in un business vero e proprio e vuoi essere sicuro al 100% di non commettere errori, allora ho una sorpresa per te.

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