Restyling del sito web: come gestirlo al meglio e quali errori evitare

Restyling del sito web
Vuoi rifare il tuo sito web ma hai paura di perdere posizioni su Google? Ecco i passaggi da seguire per il restyling e gli errori da evitare

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Il restyling del sito web è un momento molto delicato, complesso e fatidico.

Da una parte si vuole rinnovare la nostra immagine e il nostro brand, raccontare le nostre attività, i nuovi servizi e informare i nostri lettori sui temi che condividiamo, dall’altra si è molto spesso obbligati al rifacimento per rendere il sito web più attuale, funzionale e inseguire i cambiamenti tecnologici in atto.

La vita media di un sito web efficiente è infatti di circa 5 anni. E se ci pensi si tratta di un periodo molto breve anche perché nel tempo si succedono tante rivoluzioni tecnologiche che hanno cambiato in maniera drastica il nostro modo di fruire contenuti online ed è importante rimanere sempre al passo con i cambiamenti.

L’avvento degli smartphone, ad esempio, ha cambiato radicalmente il nostro modo di accedere al web e i comportamenti che teniamo su internet, come gli acquisti online. E ciò ha obbligato tutti noi a realizzare siti web mobile responsive.

In questa fase di restyling è quindi molto pericoloso ragionare solo in termini estetici.

Chiaramente si tratta di un aspetto molto importante ma bisogna assolutamente prendere in considerazione anche tutti gli aspetti tecnici relativi alla SEO, cioè al posizionamento sui motori di ricerca.

Date queste premesse è quindi fondamentale nella fase di rifacimento del sito web analizzare con cura tutte le corrette procedure e tutti gli errori da evitare.

In particolare, se andiamo a modificare qualcosa che funziona ed è efficiente, rischiamo poi di avere in cambio uno strumento inferiore al precedente.

Ma quali sono quindi gli accorgimenti che dobbiamo tenere sempre presenti quando facciamo un restyling del sito web? Quali sono i rischi? E come evitarli?

Vediamolo insieme.

Quando bisogna rifare il sito web aziendale

Ci sono numerose situazioni in cui si può decidere di rifare un sito web, come ad esempio:

  • CMS proprietari
  • Il sito web non è ottimizzato per la versione mobile
  • La grafica non è aggiornata e i testi non rispecchiano più i valori che vogliamo trasmettere
  • Vogliamo fare rebranding
  • Il nostro sito web non è ben posizionato sui motori di ricerca
  • Il sito è obsoleto e ci sono problematiche tecniche nell’aggiornamento dei programmi del sito
  • Il sito web troppo lento nel caricamento delle pagine o macchinoso nella navigazione.

Voglio aprire una breve parentesi sulla scelta del CMS, cioè la struttura portante del sito web. Molte agenzie, infatti, utilizzano CMS proprietari, cioè creati ad hoc dall’agenzia stessa.

Facciamo molta attenzione perché se scegliamo questa strada siamo poi obbligati a rimanere clienti di quell’agenzia o a rifare totalmente il sito web poiché si tratta di uno strumento che può utilizzare solo quella agenzia essendo appunto proprietari del CMS.

Scegliere invece un CMS open source come ad esempio WordPress permette alle aziende di essere totalmente proprietari del proprio sito web. E diciamoci la verità: oggi creare un sito web con WordPress da soli è anche piuttosto semplice.

Quindi facciamo attenzione ai contratti e a tutte le clausole prima di firmare.

Quali sono i rischi di un restyle

rischi di un restyle

Rifare un sito web è un’attività complessa che comporta anche dei seri rischi, primo fra tutti il posizionamento su Google.

Se l’attuale sito è molto ben posizionato con parole chiave che ti fanno trovare dai potenziali clienti, un restyling fatto male può farti perdere posizioni importanti e quindi farti perdere traffico, clienti e – ovviamente – fatturato.

Ecco i principali rischi che possono esserci dopo un restyling del sito web:

  • Un peggioramento del nostro posizionamento sui motori di ricerca
  • Un calo delle richieste di preventivi e ordini
  • Un peggioramento nelle metriche di engagement degli utenti
  • Lo stravolgimento identità del brand,
  • Un peggioramento nelle performance di caricamento del sito.

La maggior parte di questi problemi è assolutamente gestibile e controllabile in fase di creazione e progettazione, naturalmente solo se si lavora bene seguendo le linee guida di Google e usando un metodo di lavoro corretto e professionale.

Rifare sito web aziendale: i passi giusti da seguire

Rifare sito web aziendale

Quando decidiamo di rifare il sito web, prima di commettere errori che possono penalizzarci è opportuno anche valutare di affidarsi a dei professionisti (che puoi trovare ad esempio su Fiverr). Fondamentale sarà avere nel team uno specialista SEO.

Inoltre, è anche importante andare a realizzare un SEO audit del vecchio sito perché bisognerà analizzare tutti gli errori presenti per poi andarli a correggere prima della messa online del nuovo sito.

Rifare un nuovo sito senza analizzare le problematiche del vecchio sito, infatti, non sempre risolve gli errori esistenti, anzi, talvolta può amplificarli poiché alcuni di essi rimangono nella memoria dei motori di ricerca e vengono ingigantiti con la messa online del nuovo sito.

Un errore classico è quello di non avere un vero e proprio metodo di lavoro, una strategia chiara o obiettivi certi e definiti. In questo modo, rischi di procedere a braccio e di fare un restyling del sito web deleterio per la tua immagine e per il tuo business.

Ecco invece tutti gli accorgimenti che devi sempre tenere presenti quando ti appresti a un restyling del tuo sito web:

  1. Analizza i concorrenti e il mercato: è fondamentale capire e anticipare i trend e valutare il posizionamento sui motori di ricerca e le eventuali campagne di advertising che hanno messo in campo i tuoi competitor
  2. Cre delle buyer personas o cliente tipo: sarà lui – o loro – il vero target a cui ci rivolgeremo
  3. Analisi del tuo vecchio sito: è importante capire il posizionamento, le caratteristiche positive da mantenere e quelle da migliorare
  4. Fai una keyword research: È semplicemente fondamentale fare un’approfondita ricerca di keyword capire quali sono le ricerche che fanno su Google i tuoi potenziali clienti e quindi di conseguenza costruirci l’architettura e l’ottimizzazione SEO del sito.
  5. Crea un’architettura SEO Friendly: il menu e la navigabilità del sito devono essere pensati per il cliente per fargli trovare subito quello che cerca. Meno click significa infatti più anche percentuali di rimbalzi dal sito (bounce rate) più bassi perché il nostro cervello ama le cose semplici e immediate
  6. Inserisci foto e immagini leggere (max 100 kb), possibilmente nel formato webp: nel web la parte grafica ed estetica è meno importante della funzionalità. Le immagini molto spesso sono la cosa più pesante dei siti e riducono il caricamento delle pagine in modo sensibile
  7. Crea testi delle pagine e degli articoli ottimizzati principalmente per i lettori – e solo dopo per i motori di ricerca
  8. Il nuovo sito web deve essere pensato prima da mobile e poi da desktop e non al contrario. Pensa che oggi, in alcuni settori, il 70/80% delle visite avviene proprio tramite smartphone
  9. Crea delle landing page efficaci: ogni pagina e articolo deve avere delle call to action o dei moduli per richiedere un contatto. Tutte le pagine devono essere landing page.
  10. Velocità del sito web. La velocità e la leggibilità da mobile sono ormai dei fattori anche di posizionamento su Google. Ogni pagina deve caricarsi in meno di 3 secondi tramite mobile.

Nella maggior parte dei progetti online tutti questi passaggi vengono semplicemente ignorati ma in realtà sono tutti fondamentali. Basta tralasciarne anche uno solo che rischiamo di andare a sbattere.

Qualche esempio?

Un sito estremamente lento diventa inutile anche se è perfettamente ottimizzato per la SEO. Stesso discorso se un sito è molto veloce, ma non ha una keyword research alle spalle non sarà visitato da nessuno.

Oltre alle best practice da seguire per un restyling efficace, però, è importante anche evitare tutti gli errori più comuni che vengono commessi quando si rifà un nuovo sito web.

Vediamo insieme quali.

Errori da evitare nel rifacimento del sito

Ci sono anche degli errori da evitare come la peste che purtroppo vengono effettuati molto spesso nella fase di restyling del sito internet.

Questo tipo di errori riduce pesantemente – e molto spesso fa ripartire da 0 – il posizionamento del sito web su Google.

Ecco i principali.

Errore n. 1: i redirect 301

Quando si migra il sito da una piattaforma CMS a un’altra, ad esempio da Joomla a WordPress, oppure da WordPress a Prestashop, molto spesso cambiano anche gli URL delle pagine che sono proprio la cosa che si posiziona da Google.

Ogni contenuto ha infatti un URL dedicato ed è la cosa che trova il motore di ricerca analizzando il nostro sito è ciò che propone agli utenti in risposta alle loro domande.

Se cambia la struttura degli URL, si genereranno in automatico molti errori 404 e le visite degli utenti del sito crolleranno inesorabilmente e in modo repentino.

In pratica, dall’avere un sito che riceveva tante visite ci troviamo di colpo con un sito con 0 visite. È senza dubbio lo scenario peggiore, non trovi?

E come si risolve questa situazione? Esatto, con i redirect 301.

Un redirect 301 indica infatti a Google che un determinato link non esiste più ed è invece stato sostituito da un altro link.

redirect 301

I redirect 301 sono quindi fondamentali in ogni restyling, infatti non esistono rifacimenti di siti web dove non si cambiano anche in minima parte gli URL.

Se fatti correttamente riducono a 0 la perdita di traffico e posizionamento.

Errore n 2: la migrazione dei metadati

migrazione dei metadati

I metadati sono dei micro-testi fondamentali per il posizionamento delle varie pagine nei motori di ricerca. Sono in pratica informazioni utili per Google e per gli utenti per valutare le nostre pagine in SERP.

Nel passaggio da un sito a un altro, però, molto spesso vengono tristemente dimenticati.

Questa mancanza peggiora man mano che passa il tempo il posizionamento del sito web e purtroppo non è visibile in altro modo se non con strumenti e tool SEO.

È quindi facile dimenticarli e avere come risultato un sito che continua a crollare inesorabilmente e non riusciamo nemmeno a capirne il perché.

Errore n. 3: il cambio dominio

cambio dominio

Cambiare il dominio, come ad esempio passare da un .com a un .it oppure da un www.nomedominio.it a un nomedominio.it fa ripartire il posizionamento del sito sui motori di ricerca praticamente da 0.

Togliere il www dal proprio sito è un errore banalissimo che però capita in un restyling su 3. Sembra una cavolata ma agli occhi di Google tu hai appena cambiato l’indirizzo di casa e il tuo sito perde praticamente tutto il posizionamento guadagnato faticosamente in anni di lavoro.

Insomma, un disastro immane!

Anche questo errore si risolve facendo in maniera corretta i redirect 301. Però bisogna farli subito, entro un paio di giorni dalla messa online! Se passano settimane, infatti, il disastro è praticamente (quasi) irreparabile.

Nel caso si cambi totalmente il dominio sarebbe buona norma rimanere proprietari anche del vecchio dominio e mantenere online il vecchio sito da cui far partire i reindirizzamenti (301).

Questa è una scelta che deve essere ponderata attentamente e fatta solo in caso di un rebrand importante.

Se la si fa senza cognizione di causa, allora è un disastro annunciato.

Errore n 4: mettere il sito in manutenzione indicizzato

La notifica sito in restyling o in manutenzione viene molto spesso utilizzata proprio nella fase di creazione del nuovo sito.

Ma di cosa si tratta? In pratica si oscura il vecchio sito con una pagina standard e si crea così in maniera nascosta il nuovo sito.

sito in manutenzione

In questo modo semplicemente andiamo a perdere tutto il posizionamento SEO ottenuto negli anni con un danno di immagine e di ritorno economico enorme.

Chi ci cerca troverà una pagina di manutenzione. Veramente una pessima idea.

Quando si rifà il sito web, bisogna andarlo a creare in un sottodominio o in un dominio nascosto dai robot di Google, coma ad esempio in un’area staging come quella di SiteGround. In pratica si crea una bozza di sito senza indicizzarlo sui motori di ricerca, dicesi appunto No Index.

Dimenticare di mettere il noindex alle pagine in costruzione del nuovo sito è un altro errore molto grave perché rischiamo di indicizzare e quindi rendere fruibile da parte di tutti gli utenti un sito che non è ancora finito con relativo danno di immagine enorme.

Riflessioni finali

Come abbiamo visto, il restyling di un sito web è una cosa piuttosto delicata che potrebbe decretare il successo – ma anche il fallimento – del tuo progetto online.

Segui attentamente quindi questi consigli se vuoi che il tuo sito sia non solo esteticamente soddisfacente ma anche perfetto da un punto di vista tecnico e di ottimizzazione lato SEO.

E se non te la senti di farlo da solo, allora sempre meglio affidarsi a un professionista. Ne puoi trovare tantissimi super competenti su piattaforme come ad esempio Fiverr.

Non mi resta che augurarti buon blogging!

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