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Web writing: come si scrive un articolo davvero efficace per un blog

scrivere articolo efficace

Nella giungla di informazioni che è diventato il web in questi anni, scrivere un articolo efficace può fare davvero la differenza tra acquisire nuovi contatti e venire totalmente ignorati.

Ma come scrivere un articolo che sappia conquistare i tuoi lettori?

In questo articolo andremo a vedere tutti gli step per scrivere un articolo davvero efficace, da quello che bisogna fare prima di iniziare a scrivere alla stesura del testo, passando per l’ottimizzazione SEO e arrivare infine alla rilettura, l’editing e la pubblicazione del tuo post.

Sei pronto? Allora basta con le premesse! Iniziamo subito il nostro viaggio e andiamo a scoprire come scrivere un articolo efficace per il nostro blog.

Prima di iniziare a scrivere

Prima ancora di andare a scrivere un articolo, è importante fare delle ricerche preliminari, dalla scelta dell’argomento da trattare all’analisi del nostro target.

Questa prima fase è infatti molto importante se vogliamo proporre degli articoli sempre in linea con le aspettative dei nostri lettori.

Queste linee guida che leggerai di seguito non valgono solo se hai un tuo blog ma anche se decidi di scrivere per altri siti web. Infatti, la qualità dei tuoi post ti permetterà di acquisire anche nuovi clienti e iniziare a guadagnare scrivendo articoli.

Quando scriviamo un articolo, ci sono due cose a cui bisogna prestare particolare attenzione: i desideri dei nostri lettori e i motori di ricerca.

Se da un lato scrivere articoli di qualità alta ti permetterà di guadagnarti l’attenzione e la fiducia della tua audience, infatti, dall’altra è fondamentale che questi contenuti possano venire trovati su Google.

È quindi importante imparare a scrivere in quello che viene definito SEO oriented, ossia contenuti che Google riesce a trovare e indicizzare nella sua SERP.

Vediamo allora quali sono gli step da affrontare ancora prima di iniziare a buttare giù il testo vero e proprio.

Quale argomento scegliere?

Uno dei problemi principali che possono sorgere quando iniziamo a scrivere un articolo è: bene, di quale articolo posso parlare oggi?

Trovare nuove idee per gli articoli del blog non è troppo difficile ed esistono anche molti tool che ci permettono sia di trovare sia di ottimizzare questi contenuti.

Ci sono diversi modi per capire quali sono i migliori argomenti da trattare, come ad esempio chiedere direttamente al tuo pubblico oppure sui forum che trovi nel web.

L’altro è utilizzare alcuni tool, come ad esempio Answer the Public o SEOZoom, che ti permettono di trovare quali argomenti vengono cercati su un certo tema.

Una volta che hai trovato l’argomento giusto, è il momento di raccogliere un po’ di informazioni a riguardo. Ecco come.

La ricerca e la verifica delle fonti

Quando hai deciso di cosa parlare, si dà per scontato che tu conosca già l’argomento. Anche in questo caso, però, è utile vedere come questo argomento sia stato già affrontato dai tuoi competitor, in modo da poter presentare un articolo ancora migliore e più completo dei loro.

Cerca quindi su Google la parola chiave che hai scelto, apri i primi 8-10 risultati di ricerca e leggi i contenuti, cercando di capire quale taglio è stato dato all’articolo e per quale motivo quel contenuto si è posizionato proprio tra i primi 10 risultati.

Adesso fai uno schema preliminare del tuo articolo:

  • Come verrà strutturato il testo?
  • Quali argomenti possono venire approfonditi più di come abbiano fatto i tuoi competitor?
  • Quali invece presentato informazioni errate od obsolete?
  • Come puoi migliorarle?

L’analisi del target e la scelta dello stile comunicativo

Adesso che hai un’idea sommaria di cosa scriverai, prima di stilare il testo definitivo devi fare ancora un cosa: analizzare il tuo target. Quando scrivi un blog, infatti, è impensabile riuscire a raggiungere il successo se scrivi solo per te stesso.

È quindi fondamentale sapere sempre per chi stai scrivendo.

Avere ben presente il tuo target di riferimento ti aiuterà anche a trovare il migliore stile comunicativo da utilizzare.

Ti faccio un esempio concreto.

Mettiamo caso che voglia spiegarti una regola della grammatica italiana: perché prima di -b e di -p ci vuole la m e non la n (come nella parola bambino o campo)?

La signora N lavorava per due signori, B e P, che erano molto esigenti. Siccome la signora n aveva solo due gambe, non riusciva a esaudire tutte le richieste di B e P e venne licenziata. Al suo posto venne assunta la signora M, che avendo tre gambe era molto più veloce e riusciva a soddisfare i signori. Da allora, M rimase sempre con B e con P.

Oppure potrei spiegarti che l’origine di questa regola è di derivazione fonoglottologico: pronunciando un suono nasale seguito immediatamente da un suono labiale senza interruzione di aria tra i due foni, il movimento di avvicinamento delle labbra in seguito al suono nasale dà come risultato la formazione naturale del suono [m].

La prima spiegazione è quella che mi ha insegnato la mia maestra in terza elementare, una storiella che annoierebbe chiunque abbia più di 7 anni di età.

La seconda spiegazione invece è un mio appunto di un corso di glottologia all’università e probabilmente, se non hai studiato linguistica, la mia spiegazione non ti aiuta più di tanto a capire questa regola.

Ma perché ti ho raccontato questa storia? Non siamo certo qua a studiare linguistica italiana.

Te l’ho raccontata però per un motivo preciso: dimostrarti che conoscere coloro ai quali ti stai rivolgendo è di vitale importanza per sapere con esattezza sia come raccontare qualcosa, sia quale registro comunicativo utilizzare.

Pensaci bene.

Se non sai nemmeno chi leggerà il tuo blog, come puoi pretendere di riuscire a presentare i giusti argomenti che possono davvero interessare, scegliere il linguaggio più consono o addirittura presentare efficacemente i tuoi prodotti e servizi?

A ognuno di noi piace leggere qualcosa di personalizzato, qualcosa scritto esattamente per noi, qualcosa che risolve un nostro problema specifico. E se non riuscirai a rivolgerti esattamente al tuo lettore, non riuscirai mai a catturare la sua attenzione.

Ricordati: una comunicazione per tutti è una comunicazione per nessuno.

Per questo per scrivere un articolo efficace è di fondamentale importanza creare un identikit del tuo lettore ideale, quello che in gergo viene chiamato buyer persona:

  • Quanti anni ha?
  • È maschio o femmina?
  • Dove abita?
  • Quali sono i suoi desideri?
  • Quali sono le sue paure?
  • Quali sono i suoi problemi?
  • Cosa cerca online per cercare di risolvere i suoi problemi?

Rispondi per iscritto a queste domande, crea un identikit più o meno dettagliato del tuo lettore-tipo e dagli un nome. Ogni volta che scriverai un articolo, ricordati che dovrai rivolgerti esattamente a questo avatar che hai creato, a questa persona-tipo.

Individua i bisogni dei tuoi clienti e offri loro delle soluzioni. Questo è il segreto di un contenuto di successo.

Se vuoi approfondire l’argomento dell’analisi del target, ti consiglio di leggere il libro Buyer Personas di Iris Devigili: saprà darti spunti utilissimi per creare il tuo modello.

Come seconda cosa, ma non meno importante, devi avere sempre bene in mente qual è lo scopo del tuo articolo:

  • Vendere un infoprodotto?
  • Vendere un servizio?
  • Farti conoscere?
  • Aumentare gli iscritti alla tua newsletter?

Qualunque sia il tuo scopo, il tuo articolo dovrà essere il veicolo verso il tuo obiettivo. E se conosci profondamente il tuo pubblico, non sarà troppo difficile raggiungerlo.

In che modo? Adesso te lo spiego meglio.

Leggi anche:  7 modi per promuovere i tuoi contenuti se non hai budget da investire in ads

Scrivere un articolo efficace: la struttura del testo

Immaginati la scena.

Hai deciso di andare a mangiare in un ristorante, il migliore della città. Magari ne hai sentito parlare bene e decidi di provarlo, o forse passavi di lì per caso e hai pensato di fermarti a mangiare.

Ti siedi al tavolo e ordini. Dopo pochi minuti ti arriva… il dessert, poi il caffè e infine il pollo con l’insalata. Come pensi che ti sentiresti? Sicuramente smarrito e confuso, giusto?

Leggere un articolo è un po’ come mangiare al ristorante. Per non confondere i tuoi lettori è quindi importante che i tuoi testi siano ordinati e coerenti.

Ricorda che è importante tenere sempre un occhio su Google e un occhio sui nostri lettori. Strutturare il testo in modo chiaro ci aiuterà in questo duplice scopo.

Una buona struttura del testo, infatti, aiuterà sia i nostri lettori a orientarsi meglio nella lettura, sia Google a capire di cosa stiamo effettivamente parlando.

La struttura più efficace per presentare un argomento è quella della piramide rovesciata, una tecnica che prende spunto dal mondo del giornalismo.

Con la piramide rovesciata possiamo presentare i nostri contenuti evidenziando le informazioni più importanti in alto e aggiungendo informazioni sempre più capillari via via che scendiamo verso il basso, come nell’immagine qua sotto:

piramide rovesciata

Ma quali sono gli elementi che non devono mancare mai nel tuo articolo? Eccoli qua:

  • Il titolo del post (H1)
  • I sottotitoli (H2)
  • Le sezioni interne (H3, H4 ed eventualmente H5, H6)
  • Le call to action (CTA)
  • I link interni ed esterni
  • I contenuti visivi (immagini, infografiche, video…).

Vediamo tutti questi punti più nel dettaglio.

L’H1

L’H1 è generalmente il titolo (headline) del tuo articolo. In questo articolo che stai leggendo, ad esempio, “Web writing: come si scrive un articolo davvero efficace per un blog” è un H1.

L’H1 ha una duplice funzione: da una parte può aiutare l’algoritmo di Google a capire di cosa stiamo parlando e quindi un buon titolo aiuta il posizionamento dell’articolo in SERP.

Dall’altra, è proprio il titolo che farà decidere al tuo potenziale lettore se aprire o meno l’articolo per approfondire il contenuto oppure prediligere un articolo con un titolo più accattivante.

Forse tu stesso sei andato su Google, hai digitato qualcosa come “come scrivere un articolo per un blog” e hai trovato questo mio articolo nella SERP.

E se adesso ti trovi qua, significa che l’H1 ha svolto egregiamente il suo lavoro.

Ma come scrivere un titolo accattivante?

Puoi ad esempio presentare una soluzione, porre una domanda, stupire, scioccare… L’importante è riuscire a incuriosire il potenziale lettore, far breccia sui suoi desideri, sulle sue paure, sul suo sentimento di comunità.

Fai in modo che il titolo sia chiaro, ossia che spieghi immediatamente di cosa parlerai all’interno del testo, e che non sia clickbaiting, in modo che l’utente non perda fiducia nei tuoi confronti.

Alcuni dei titoli più accattivanti (ed efficaci) sono ad esempio:

  • “Come [obiettivo] “→ Come scrivere un articolo davvero efficace
  • “[N°] di cose per [obiettivo o beneficio]” → 5 semplici accorgimenti per scrivere un articolo davvero efficace
  • “[Problema?] [Soluzione]” → Vuoi scrivere un articolo davvero efficace? Ecco come farlo in 3 semplici step
  • [Notizia scioccante] → Scrivere un articolo davvero efficace è impossibile: ecco perché
  • [Instillare un dubbio] → Sei proprio sicuro che i tuoi articoli siano davvero efficaci?

Gli H2

Gli H2 sono i titoli secondari, quelli che vengono denominati comunemente paragrafi.

Sempre per tornare a questo articolo, gli H2 sono ad esempio:

  • Prima di iniziare a scrivere
  • Scrivere un articolo efficace: la struttura del testo
  • Rilettura e post-editing
  • Ultimi consigli

ossia i paragrafi principali, cha vanno a suddividere la struttura portante dell’articolo. Se ci pensi bene, infatti, la scrittura di un articolo si divide proprio in queste fasi: raccolta delle fonti, scrittura vera e propria e infine rilettura e correzione.

Tutti i dettagli di queste fasi vengono presentate attraverso gli H2 e gli H3 (ed eventualmente anche gli H4, H5 e H6).

Gli H3 e gli H4

Per ogni macro-paragrafo, avrai bisogno di spiegare ulteriormente i concetti. Ed è qui che ti arrivano in aiuto gli H3 e gli H4.

Ancora una volta, portiamo ad esempio questo articolo. Nel paragrafo “Prima di iniziare a scrivere” ho voluto suddividere ulteriormente i passaggi, utilizzando degli H3:

  • Quale argomento scegliere?
  • La ricerca e la verifica delle fonti
  • L’analisi del target e la scelta dello stile comunicativo

ossia tutti i passaggi che bisogna compiere proprio prima di iniziare a stilare il testo vero e proprio.

Puoi suddividere ulteriormente gli argomenti utilizzando gli H4 (che utilizzo di rado), gli H5 e gli H6, che personalmente però non utilizzo mai poiché a mio avviso tendono a confondere il lettore piuttosto che aiutarlo.

Ricorda che tutti gli H- hanno il duplice scopo di aiutare l’utente a districarsi nel testo e sapere sempre di cosa stiamo parlando in quel momento e di aiutare Google a capire qual è l’argomento che stiamo trattando, in modo che riesca a posizionare il nostro articolo in SERP per le giuste keyword.

Le CTA

Un articolo non deve mai essere fine a sé stesso, a meno che non utilizzi il tuo blog come un puro e semplice diario di riflessioni personali.

Se invece stai scrivendo in ottica business, per te o per un tuo cliente, è importante che all’interno del testo siano presenti delle Call to Action (CTA), ossia delle chiamate all’azione.

Ma cosa sono esattamente queste CTA?

Molto semplice: attraverso una CTA inviti –più o meno velatamente– il tuo utente a compiere un’azione, come un click, un acquisto o a lasciare l’email.

Ti faccio un esempio.

“Ti piace questo articolo? Condividilo allora tra i tuoi contatti!” → Questa è una call to action.

Ti ricordi quando all’inizio di questo articolo abbiamo parlato dell’importanza di conoscere l’obiettivo del nostro articolo? Questo ci serve proprio per scegliere le migliori CTA da utilizzare.

Se l’obiettivo è quello di ampliare il numero di iscritti alla newsletter, puoi mettere una CTA che invita a lasciare la propria email. Se l’obiettivo è quello di vendere un prodotto, puoi invitare i lettori a visitare il tuo store.

E così via.

I link interni e i link esterni

Così come tutti gli altri elementi, anche i link sono importanti sia per gli utenti, sia in ottica SEO.

Agli occhi di Google, i link sono importanti per fargli capire come i vari argomenti sono collegati tra loro. Per gli utenti, invece, sono degli input per approfondire ulteriormente un dato argomento.

Ovviamente non dovrai inserire link a casaccio per tutto il tuo articolo. I link infatti devono contribuire a offrire valore e dovrai inserirli quindi solo se sono veramente utili.

Ricorda: inserire troppi link all’interno di un articolo potrebbe farti penalizzare da Google.

I contenuti visivi

Quando parlo di contenuti visivi non intendo solo le immagini: intendo anche i video, le infografiche,le tabelle, i grafici e tutto ciò che può aiutare il lettore a comprendere meglio un concetto.

Un po’ come ho fatto io più sopra, quando ho parlato di piramide rovesciata. Con quella semplice immagine che ho creato per te, probabilmente non ti ho solo aiutato a comprendere meglio il concetto ma anche a memorizzarlo meglio.

Bene, a questo punto il nostro contenuto è terminato. Se hai seguito questi consigli, probabilmente avrai scritto un articolo chiaro, semplice ed esaustivo che ha reso felici i tuoi lettori.

Ma chi altro dobbiamo rendere felice? Esatto, rimane ancora da pensare a Google!

Perché non ha senso creare dei contenuti che nessuno troverà, giusto? È quindi ora di ottimizzare il nostro articolo in chiave SEO.

Leggi anche:  Come guadagnare scrivendo articoli online? Ecco come si diventa web writer

L’ottimizzazione SEO

Arrivata a questo punto, ho appena scritto 2300 parole e non ho ancora terminato. Una guida piuttosto lunga su come scrivere un articolo. Per di più totalmente gratis (e sì, ti assicuro che molti fanno pagare questo tipo di contenuti).

Per scrivere questo testo ho impiegato moltissime ore. Il mio scopo è quello di spiegare a tutti coloro che hanno un blog o che vogliono diventare web writer come scrivere un articolo efficace per il web.

Ti immagini che frustrazione sarebbe aver impiegato così tante ore per un articolo che non leggerà mai nessuno? E non perché non vi sia qualità, bensì perché nessuno riesce a trovarlo.

Ti svelo un segreto.

Quando scrivi un articolo, non devi posizionarti “nelle prime pagine”: devi posizionarti nei primi risultati.

È infatti raro che chi fa una ricerca su Google arrivi a leggere la seconda pagina (anche se alcuni test sembrano dimostrare il contrario, ma per scrupolo io punto alla vetta 😎) dal momento che generalmente già nella prima pagina, l’utente può trovare le risposte che sta cercando.

cadavere google

I contenuti

Il primo passo per ottimizzare un articolo in chiave SEO è quello di iniziare dai contenuti.

Esistono molti tool che possono aiutarti in questo scopo, il più famoso è sicuramente Yoast SEO, un plugin per WordPress gratuito di cui esiste anche una versione PRO a pagamento.

Il mio preferito rimane comunque Rank Math, un plugin alternativo che utilizza delle metriche a mio avviso più precise.

Sia Yoast SEO che Rank Math ti mostrano dei suggerimenti per ottimizzare l’articolo in chiave SEO.

Alcuni parametri che vengono utilizzati, ad esempio, sono:

  • Il numero di parole utilizzate
  • La presenza della keyword nel titolo, in almeno un H2, nel testo, nella URL e nella meta description
  • La presenza di un immagine con la focus keyword
  • La presenza di link nel testo
  • La keyword density e così via.

Riuscendo ad avere un punteggio alto, è più facile che il tuo contenuto abbia possibilità di posizionarsi ai primi posti.

Occhio però: parliamo sempre di possibilità. La SEO non è –e non sarà mai– una scienza matematica (e se sei un SEO, puoi arrabbiarti quanto vuoi di questa mia affermazione ma sai meglio di me che ho ragione! 😜)

I metadata

Infine, arriva il momento di ottimizzare i metadata. Ne abbiamo già accennato poche righe fa. Innanzitutto, cosa sono i metadata?

Detta in modo molto semplice, i metadata sono informazioni aggiuntive che applichiamo al nostro articolo, come ad esempio la descrizione o il titolo che devono apparire sui motori di ricerca.

Anche in questo caso, i plugin che abbiamo menzionato prima possono darti una mano all’ottimizzazione, suggerendoti delle modifiche che riguardano la presenza della keyword o la lunghezza del testo utilizzato.

Leggi anche:  Come trovare nuove idee per gli articoli del tuo blog

Rilettura e post-editing

Ok, abbiamo scritto il nostro articolo e l’abbiamo ottimizzato. Cosa resta da fare? Ovviamente una bella rilettura e tutte le eventuali correzioni.

Ecco allora alcuni consigli che ti lascio per riuscire a trovare tutti gli errori presenti nel testo e a correggerli.

  • Non pubblicare mai un articolo prima di averlo riletto. Anche se ti sembra di avere scritto un testo perfetto, rileggerlo ti aiuterà a trovare anche piccoli errori di battitura, verbi non coniugati correttamente o sviste grammaticali.
  • Non rileggere subito il tuo testo ma fallo a mente fredda. Solitamente io rileggo i miei testi il giorno dopo, quando la mente è più distaccata. Meglio ancora se lo rileggi ad alta voce: sarà più facile accorgersi se una frase non torna o se “non suona bene”
  • Lascia leggere il testo anche a un’altra persona
  • Installa un tool di correzione grammaticale che ti sottolinei le parole errate ma lascia disattivato il correttore automatico, che spesso fa più errori di quelli che dovrebbe correggere.
Leggi anche:  Come guadagnare scrivendo articoli online? Ecco come si diventa web writer

Ultimi consigli

Abbiamo parlato molto di struttura e di ottimizzazione. Come ultima cosa, quindi, vorrei lasciarti qualche suggerimento riguardo alla parte più importante di tutto il tuo articolo: il corpo del testo.

Parliamo di pura user experience, di come organizzare le parole e la comunicazione per far sentire il lettore a proprio agio, compreso e coccolato.

Ecco quindi i miei ultimi consigli.

Content is King? Sì, però…

Se nel lontano 1996 Bill Gates scriveva

Content is King

beh, posso dirti che a distanza di anni il concetto non è assolutamente cambiato ma bisogna senza dubbio integrarlo con qualche considerazione in merito.

Qualcuno, più recentemente, ha aggiunto che “If content is king, then context is queen“. Ma secondo me non ci siamo ancora.

Ecco allora la mia versione definitiva.

Content is King. Engagement is Queen (and she rules the house)

Ok, lo ammetto. La citazione non è mia ma di Mary Smith, Facebook Marketing Expert e Social Media Influencer, una donna davvero incredibile.

Tempo fa ho anche condiviso la sua citazione su Twitter, mi ha ringraziata e ha iniziato a seguirmi. Ok, forse non era lei ma il suo social media manager ma non ti dico a quanti metri da terra ho camminato per tutto il giorno 😂

Abbiamo già parlato di quanto sia importante riuscire a catturare l’attenzione dei potenziali lettori. Ancora più difficile è riuscire a mantenere quell’attenzione costante.

Parliamo quindi di engagment, ossia di coinvolgimento, per indicare quanto una persona è interessata a un certo brand, magari perché lascia un like, un commento oppure una condivisione.

Se fino a qualche anno fa la moneta di scambio erano i like, oggi non c’è dubbio che il valore principale per verificare l’andamento del nostro sito web e dei nostri contenuti sia proprio l’engagment.

Quindi continua a produrre contenuti della migliore qualità possibile ma stimola sempre un dialogo con i tuoi follower, invitali al confronto, a esprimere la propria opinione attraverso i commenti.

Solo così riuscirai a entrare in empatia con loro e costruire con loro un rapporto profondo e duraturo, che va oltre al semplice like.

Accogli il lettore nell’introduzione

Una volta che il tuo titolo persuasivo avrà fatto effetto, il lettore si troverà catapultato all’interno del tuo articolo. Cosa ci sarà ad accoglierlo?

Il metodo migliore per accogliere il tuo nuovo lettore è dargli un’indicazione sul perché si trova lì e cosa troverà se proseguirà nella lettura.

È quindi buona norma scrivere una piccola introduzione spiegando non solo gli argomenti che tratteremo ma anche i benefici che ne otterrà dalla lettura.

Cosa imparerà? Potrà mettere subito in pratica quello che ha letto? Guidalo e presentagli il tuo contenuto.

Rendi la lettura meno difficoltosa

La lettura su schermo è più difficoltosa di quella su carta, soprattutto su dispositivi con schermi relativamente piccoli, come ad esempio quello di uno smartphone.

È quindi importante cercare di rendere più semplice la lettura, senza andare ad affaticare troppo la vista del tuo lettore.

Per farlo, ci sono alcuni accorgimenti che puoi seguire e che aiuteranno l’utente a districarsi nel testo, come ad esempio:

  • Suddividi il testo in paragrafi non troppo lunghi
  • Non scrivere blocchi di testo ma lascia un po’ di “aria”, di spazi bianchi
  • Non giustificare il testo, che creerebbe degli spazi irregolari tra le parole, ma prediligi un orientamento a bandiera
  • Usa elenchi puntati e numerati
  • Scegli un font leggibile e senza grazie, come ad esempio l’Arial (le grazie sono quei trattini alle estremità delle lettere presenti nei font come ad esempio il Times New Roman)
  • Evita il sottolineato, che potrebbe indurre il tuo lettore a pensare che la parola sottolineata sia un link e utilizza invece il grassetto e il corsivo per evidenziare i concetti principali e le parole chiave.

Scrivi in modo semplice

Abbiamo già visto l’importanza di utilizzare un linguaggio adatto al pubblico al quale ti rivolgi.

Se il tuo target sta cercando spiegazioni o chiarimenti riguardo un certo argomento, significa che non conosce ancora quel tema. Utilizzare un linguaggio forbito e ricercato, quindi, non lo aiuterà, anzi: probabilmente confonderà le sue idee ancora di più.

Il modo più efficace per fare breccia nel cuore dei tuoi lettori è quindi spiegare le cose con un linguaggio molto semplice.

Ma come scegliere le parole giuste? Il mio consiglio è di scrivere i tuoi articoli scegliendo sempre i termini da utilizzare all’interno del vocabolario di base. Il vocabolario di base è una lista di circa 7000 vocaboli che rappresentano le parole usate e comprese dalla maggior parte di coloro che parlano italiano.

Qualche esempio concreto? Prediligi la parola aggiungere a conglobare, evita i tecnicismi (o spiega il loro significato) e cerca di evitare –quando possibile– le parole straniere.

Ieri in una conference call ho parlato della mission del project e del nuovo tool cbe è diventato un must have davvero cool

Non dare mai per scontato che chi legge conosca l’argomento quanto lo conosci tu.

E ricorda: se riesci a spiegare un nuovo concetto a tua nonna novantottenne o a tuo figlio di 3 anni, allora stai utilizzando il linguaggio giusto! 🙂

Opta inoltre per frasi semplici e brevi: soggetto, verbo e complemento e prediligi la forma attiva anziché quella passiva in modo da dare più forza alla frase.

Scrivi in un italiano impeccabile

Al giorno d’oggi, la qualità dei tuoi contenuti è davvero quello che fa la differenza tra attirare l’attenzione e passare inosservati.

Per questo è fondamentale prestare molta attenzione ai dettagli, lingua italiana compresa. Pensi che sia scontato? Allora ti invito a farti un bel giro tra i blog in rete: noterai che la padronanza della lingua italiana non è esattamente una cosa per tutti.

Trovarsi davanti a un articolo impregnato di errori orrori grammaticali è davvero demotivante perché denota trascuratezza e ignoranza, anche se il contenuto magari è realmente interessante. Se poi l’articolo è stato commissionato da un cliente, gli errori sono ancora più gravi.

Rileggi quindi sempre i tuoi testi e se hai dubbi, consulta il forum dell’Accademia della Crusca oppure un vocabolario online, come ad esempio il Treccani, utilissimo anche per ricercare i sinonimi e i contrari.

Non copiare

Utilizzare altri siti web per fonti e spunti creativi è buona prassi. Copiare invece è il male. E non vale solo per i testi ma anche per le immagini.

Il perché è preso detto:

  1. Copiare è un reato e rischi un’azione legale
  2. Copiare non è etico – vuoi posizionarti come un professionista o come un fuffarolo?
  3. Google ti vede (e provvede). Penalizzandoti, chiaro.

Creare contenuti completamente originali è quasi impossibile al giorno d’oggi dal momento che sul web si può trovare praticamente tutto.

Puoi però cercare come i tuoi competitor hanno trattato un determinato argomento e scrivere qualcosa ancora più completo o qualitativamente migliore.

Riflessioni finali

Siamo arrivati alla fine di questa lunga guida su come scrivere un articolo efficace per il web, sia che si tratti del tuo blog, sia che si tratti di un articolo scritto su commissione per un cliente.

Adesso non ti resta altro che mettere in pratica tutte queste nuove nozioni e creare l’articolo migliore che tu abbia mai scritto.

Non avere fretta, prenditi tempo. La scrittura non è un lavoro meccanico ma creativo. Segui il tuo istinto, la tua fantasia, la tua ispirazione. Ascolta i tuoi lettori e tieni un occhio vigile su Google.

Vedrai, in questo modo riuscirai sempre a creare dei contenuti magnetici!

Buona scrittura!

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