Come scrivere un listicle efficace per il tuo blog

come scrivere un articolo listicle efficace
I listicle sono articoli creati come una lista e sono molto efficaci per mantenere alto l'engagement dei lettori e acquisire nuovo traffico. Vediamo quindi come scrivere dei listicle accattivanti, capaci di attrarre e mantenere l'attenzione dei nostri lettori e ottenere un ottimo posizionamento sui motori di ricerca.

Vuoi creare un blog di successo?

Ricevi subito il tuo corso di blogging gratuito e impara a creare un blog da zero, a monetizzarlo e a portarlo al successo in 7 giorni.

I listicle, o articoli elenco, sono una tipologia di blog post estremamente efficace.

Sono infatti relativamente veloci da scrivere, facili da leggere ed è abbastanza semplice posizionarli in alto dei risultati di ricerca di Google in breve tempo.

In questo articolo andremo a scoprire i listicle più nel dettaglio.

Vedremo insieme cosa sono, perché sono così efficaci e soprattutto scopriremo come scrivere dei listicle accattivanti, capaci di attrarre e mantenere l’attenzione dei nostri lettori e ottenere un ottimo posizionamento sui motori di ricerca.

Iniziamo!

Cos’è un listicle?

I listicle sono semplicemente articoli di blog che vengono scritti sotto forma di lista. Il nome listicle proviene infatti dall’inglese ed è la fusione di tue temini: list, ossia lista, e article, articolo.

Gli articoli listicle sono estremamente funzionali all’interno di una più ampia strategia di blogging perché possono portare a una serie di vantaggi in modo più semplice e in tempi più rapidi rispetto ai classici articoli testuali.

I listicle, infatti:

  • Insieme agli articoli “how-to”, ossia le guide, gli articoli listicle sono una delle tipologie di blog post più condivisa
  • Mantengono alta l’attenzione. La struttura a elenco con numeri o punti rende l’articolo visivamente più accattivante e più semplice da leggere, soprattutto se vengono aggiunti anche elementi visivi, come ad esempio video, immagini o infografiche
  • Sono semplici da leggere. Molti utenti non leggono gli articoli dall’inizio alla fine: si limitano a scansionarli per trovare le risposte che cercano. E una struttura a elenco facilita questo processo e aiuta a decidere se leggere o meno l’articolo nel suo insieme
  • Aiutano a posizionarsi negli snippet in primo piano. Una delle caratteristiche dei listicle è che aiutano tantissimo a posizionarsi negli snippet in primo piano di Google, ossia in quella posizione 0 dove parte della risposta è già visibile, come puoi vedere in questo esempio qua sotto:
listicle snippet google

Adesso che abbiamo capito cos’è un listicle, passiamo alla parte pratica: come si scrive un listicle efficace? Vediamolo insieme.

Come scrivere un articolo listicle efficace

Scrivere un listicle efficace non è troppo complesso. Vediamo come farlo.

1. Scegli l’argomento che vuoi trattare e analizza le SERP

Per prima cosa devi scegliere con attenzione l’argomento che vuoi trattare nel tuo listicle.

Il modo migliore per farlo è senza dubbio quello di fare un’approfondita ricerca di keyword e trovare un argomento che possa essere pertinente e interessante per il tuo pubblico di riferimento.

Assicurati anche il tema che hai scelto possa svilupparsi effettivamente in forma di lista. Questa tipologia è infatti efficace per alcune guide how-to, divise per step, o per gli articoli che elencano effettivamente qualcosa (X modi per, X cose che, X benefici di e così via).

Un punto fondamentale per riuscire a creare un listicle efficace è analizzare le SERP e valutare in che modo vuoi distinguerlo dagli altri già presenti nei risultati di ricerca di Google. Cerca quindi la keyword che hai intercettato e che vuoi sviluppare e fai una ricerca su Google.

Mi raccomando, per fare questa ricerca utilizza una finestra in anonimo così che le tue precedenti ricerche non vadano a influire sui risultati che troverai.

Controlla poi i primi risultati di ricerca: in che modo viene trattato l’argomento? Anche i tuoi competitor trattano il tema utilizzando un articolo listicle? E in che modo vorresti distinguerti dagli altri risultati?

Un modo per distinguersi, ad esempio, potrebbe essere quello di aumentare il numero dei punti trattati oppure, ampliare maggiormente i punti elenco oppure dare un taglio diverso all’articolo.

Mi spiego meglio con un esempio pratico.

Diciamo che vuoi trattare il tema “come pulire il frigorifero”. Fai una ricerca su Google e vedi che gli articoli meglio posizionati trattano tutti “10 modi per pulire il frigorifero”. Allora perché non creare una lista con “20 modi per pulire il frigorifero?”.

Un’altra idea potrebbe invece essere quella di approfondire maggiormente i punti, magari concentrarti su soli 5 punti ma svilupparli in modo esaustivo.

O ancora potresti dare un taglio diverso al testo, ad esempio “10 modi per pulire il frigorifero senza sforzo” oppure “10 modi per pulire il frigorifero in 5 minuti”, dove il focus si sposta dall’azione (pulire il frigorifero) al beneficio (il tempo o la facilità dell’azione).

Una volta che hai trovato l’argomento giusto da trattare, possiamo quindi iniziare a scrivere il listicle.

2. Decidi quanti punti elenco vuoi inserire

Una volta che hai un’idea sommaria dell’argomento che vuoi trattare e di come vuoi differenziarti dagli articoli già presenti in SERP è il momento di procedere con la creazione della struttura dell’articolo.

Per prima cosa definisci quanti punti vuoi trattare. La scelta del numero dipende dall’argomento stesso e da quanto approfondimento desideri fornire su ciascun punto.

Un’ottima soluzione, ad esempio, è quella di creare una lista con tanti punti poco approfonditi all’interno dell’articolo – ma magari approfonditi in altri articoli – oppure una lista con pochi punti ma approfonditi tutti all’interno dell’articolo stesso.

Ti faccio due esempi: nel mio listicle che parla dei 200 fattori di ranking di Google puoi vedere che ho inserito ben 206 punti ma che non sono approfonditi e ogni punto è formato da una o due frasi al massimo. I vari approfondimenti li ho invece inseriti come link.

Questo articolo che stai leggendo, invece, può essere sempre considerato un listicle ma i punti sono molti meno e sono approfonditi maggiormente, uno per uno, all’interno vari paragrafi.

Qual è la scelta migliore?

Non c’è una scelta migliore a prescindere: dipende appunto dagli obiettivi che vuoi raggiungere con quell’articolo, da come sono impostati gli altri articoli dei tuoi competitor, dal grado di differenziazione che vuoi dare al tuo post o dal taglio che vuoi dare all’articolo.

Ricorda che comunque un buon listicle non dovrebbe mai contenere meno di 5 punti elenco. Non c’è invece un massimo: ci sono infatti listicle che contengono centinaia di punti!

L’importante è sempre cercare di bilanciare efficacemente la profondità delle informazioni con la lunghezza complessiva dell’articolo. Trova sempre un equilibrio tra dettagli e sintesi, in modo che ciascun elemento dell’elenco contribuisca all’obiettivo generale dell’articolo senza appesantire eccessivamente il testo.

3. Crea una struttura logica

Una volta che hai creato la struttura del tuo listicle, è anche importante che questo non risulti come un’accozzaglia di punti sparsi a casaccio.

Tutti i punti devono infatti essere ben organizzati e devono seguire una struttura logica, così da facilitare la lettura dell’articolo e semplificare la ricerca delle informazioni da parte dei tuoi lettori.

Il segreto per farlo è di considerare la progressione dell’argomento. Può essere presentato in categorie? In ordine cronologico? In ordine dal più semplice al più complesso? In ordine di prezzo?

Ti faccio qualche esempio concreto.

  • Ordine in categorie: i 50 capi di abbigliamento da tenere nell’armadio (possono essere suddivisi in tipi di abbigliamento o capi di abbigliamento)
  • Ordine cronologico: è un po’ come nelle ricette, dove i punti vengono presentati in ordine di tempo, da quello che si deve fare prima a quello che si deve fare dopo
  • Ordine di facilità: ad esempio, i corsi da seguire su un dato argomento che possono essere presentati da quelli base a quelli più avanzati
  • Ordine di prezzo: se ad esempio stai presentando dei prodotti, come dei pc o delle aspirapolvere, allora potresti valutare di ordinarle dal più economico al più costoso – o viceversa.

Ovviamente questi sono solo degli esempi e ci sono altri 1000 modi per organizzare i contenuti di un listicle. Sta appunto a te decidere se e come organizzarli in base all’argomento trattato e al numero di punti elenco che vuoi sviluppare.

Ovviamente, più punti elenco hai e più è utile una suddivisione logica degli elementi più capillare.

4. Aggiungi link e riferimenti utili

Quando scrivi un listicle, molto probabilmente ti capiterà di fare riferimento a prodotti esterni, fonti, studi, articoli o risorse di approfondimento. Un esempio è il listicle che aggrega diverse informazioni prese da fonti diverse, come ad esempio le statistiche.

Aggiungere i link alle fonti esterne, come ad esempio articoli correlati, fonti o case study, è un passo utilissimo per fornire maggiore credibilità al tuo articolo, supportare e ampliare i temi che hai trattato e rendere il tuo listicle ancora più completo e di qualità.

Quando inserisci un link, assicurati però che sia davvero pertinente e affidabile, proveniente da un sito che abbia una buona domain authority e che rappresenti un vero valore aggiunto, una valida risorsa di approfondimento per i tuoi lettori.

In questo modo potranno comprendere l’articolo in modo più ampio e possono andare ad approfondire i temi che reputano più interessanti.

Reindirizzare i tuoi lettori a siti non sicuri, informazioni non affidabili o addirittura non pertinenti a ciò che stavano leggendo li farà infatti sentire frustrati, perderai autorità ai loro occhi e – davvero c’è bisogno di dirlo? – non torneranno più a leggere il tuo blog.

5. Crea un titolo accattivante

Una volta che il contenuto del tuo listicle è pronto, è arrivato il momento di trovare un titolo efficace e coinvolgente, capace di catturare l’attenzione e portare i lettori a leggere il tuo articolo.

Qualcuno preferisce creare il titolo prima di sviluppare l’articolo. Non è certo sbagliato, sono scelte personali. Personalmente preferisco scrivere il titolo come ultimo step, quando ho ben in mente tutto l’articolo e posso riassumerne meglio i contenuti all’interno dell’headline.

Un paio di consigli per creare un titolo davvero accattivante:

  • Nel titolo, cerca di condensare – anche in modo indiretto – il perché le persone dovrebbero leggerlo, il vero beneficio della lettura. Per tornare all’esempio di come pulire il frigorifero, un titolo efficace dà un vantaggio concreto, ad esempio “come pulire il frigorifero nella metà del tempo
  • Evita i titoli spam, i titoli clickbait e i titoli sensazionalistici, dal momento che l’articolo non rispetta poi la promessa fatta nel titolo
  • Aggiungi al titolo una o più parole chiave per avere più probabilità di ottenere un ottimo posizionamento sui motori di ricerca
  • Mantieni il titolo breve e conciso e fai in modo che vada diritto al punto.

A questo punto la stesura del tuo listicle è terminata. Cosa resta ancora da fare? Solo aggiungere dei media e ottimizzare i metadati e le immagini in ottica SEO, poi possiamo pubblicarlo e iniziare a monitorare i risultati.

Proseguiamo.

6. Inserisci elementi visivi e ottimizza metadati e immagini

Inserire elementi visivi come immagini, video o infografiche è un ottimo modo per rendere il tuo listicle ancora più efficace e più comprensibile e può anche aiutarti ad ottenere un posizionamento migliore.

Ricorda però che non è sufficiente inserire solo immagini pertinenti e in alta qualità: è importante anche ottimizzarle in ottica SEO, aggiungere un titolo descrittivo e rilevante per il contenuto dell’immagine stessa e inserire anche un attributo ALT pertinente, che fornisce invece una descrizione testuale dell’immagine.

Non dimenticare di ottimizzare anche i metadati del tuo articolo, come il metatile (o titolo SEO) e la metadescription, perché influenzano significativamente la decisione dei lettori se cliccare o ignorare il tuo articolo quando appare nei risultati di ricerca.

Modificare i metadati è semplicissimo, soprattutto se utilizzi un plugin SEO come Rank Math. Ti basta infatti aprire l’editor dei metadati e puoi modificare tutti i dati del tuo articolo che Google mostrerà nei suoi risultati di ricerca.

rank math metadati

7. Monitora i risultati e mantieni l’articolo sempre aggiornato

Adesso il tuo listicle è davvero terminato e pronto per vedere la luce. Non ti resta quindi che cliccare su “Pubblica” e il tuo articolo sarà online.

Ma il tuo lavoro non finisce con questo click.

Come per ogni altro articolo del blog, anche i listicle vanno sempre monitorati.

Dobbiamo infatti controllare regolarmente il loro posizionamento sui motori di ricerca, se stanno raggiungendo gli obiettivi per i quali sono stati pensati e – ovviamente – è importante anche aggiornare periodicamente le informazioni che contengono in modo da mantenere i testi attuali e corretti.

Esempi di articoli listicle

Immagino che adesso ti sia chiaro cosa è un listicle e come crearne uno.

Ma se hai bisogno di qualche idea, spunto o ispirazione, ecco a te anche altri esempi di listicle presi dal mio blog che possono aiutarti a comprendere meglio la struttura di questa tipologia di articolo:

Conclusioni

I listicle sono una tipologia di articolo davvero interessante, capaci di generare interesse, mantenere l’attenzione e portare a una conversione.

E come se non bastasse, se vengono sviluppati correttamente hanno anche ottime probabilità di conquistare un ottimo posizionamento sui motori di ricerca, in particolare la cosiddetta posizione zero, ossia lo snippet in primo piano.

Non ti resta quindi che correre sul tuo blog, iniziare a scrivere il tuo nuovo listicle e mettere in pratica tutto ciò che hai imparato oggi.

Buon blogging!

firma

Hai già letto questi articoli?

Ehi! Qua manca il tuo commento

Ricevi una notifica per i nuovi commenti
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Vuoi ricevere il mio corso di blogging gratis?

Imparerai a creare il tuo blog da zero – anche se non hai competenze – e renderlo monetizzabile in 7 giorni.