Come ottimizzare un articolo in ottica SEO: la guida passo passo

come ottimizzare un articolo in ottica SEO
Ottimizzare gli articoli in ottica SEO è importantissimo per far sì che i tuoi contenuti si posizionino sui motori di ricerca. In questo articolo scoprirai alcuni metodi efficaci e i migliori strumenti per scrivere articoli ben ottimizzati.

Ottimizzare un articolo in ottica SEO è un passo fondamentale se vuoi che i tuoi contenuti siano visibili nelle prime posizioni nelle SERP dei motori di ricerca, in particolare di Google.

L’algoritmo di Google, però, nel tempo è cambiato e con i nuovi aggiornamenti che sono stati fatti negli ultimi anni, adesso le vecchie regolette di ottimizzazione SEO non sono più valide e non funzionano più come potevano funzionare qualche anno fa.

Google, infatti, è adesso in grado di “leggere” i testi e comprenderli a livello semantico e questo significa che non è più una singola keyword a stare al centro dell’ottimizzazione, bensì il contenuto stesso, la risposta che dà alle domande che vengono poste sui motori di ricerca e all’esperienza degli utenti sul tuo sito web.

In questo articolo vedremo quindi tutte le migliori tecniche per ottimizzare i tuoi contenuti in ottica SEO, aggiornate in base ai nuovi update di Google e degli altri motori di ricerca, così che i tuoi contenuti possano essere trovati da chi compie delle ricerche sul web.

Pronto per questa nuova lettura? E allora iniziamo subito!

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Perché è importante ottimizzare un testo in ottica SEO

Immagina di aprire un nuovo ristorante, in periferia, in una strada poco trafficata. Sei pronto per l’inaugurazione: i tavoli sono pronti, hai preparato tantissime specialità deliziose, hai curato ogni minimo aspetto del tuo nuovo locale.

Apri le porte e… non si presenta nessuno. Né quel giorno, né i giorni seguenti.

Frustrante, non trovi?

Creare un nuovo sito web è esattamente la stessa cosa. Puoi creare il layout migliore del mondo, degli articoli fantastici, una UX da paura. Ma se poi nessuno visita il tuo sito, sarà stato tutto tempo sprecato.

E qual è il miglior modo per riuscire ad attrarre nuovo traffico? Esatto: proprio lavorare sulla SEO.

Ottimizzare un articolo in ottica SEO significa quindi attuare alcune tecniche e strategie per far sì che i nostri contenuti riescano a posizionarsi nei primi risultati dei motori di ricerca ed essere trovati da chi compie una ricerca su Google.

Riuscire ad aumentare il traffico del nostro blog significa quindi non solo espandere la nostra visibilità e ampliare il nostro pubblico ma anche potenzialmente acquisire un maggior numero di lead e di clienti e aumentare di conseguenza i nostri guadagni.

Ecco perché è importante ottimizzare sempre i nostri testi e non limitarci a scriverli e basta.

Le caratteristiche di un contenuto SEO di qualità

caratteristiche contenuto SEO di qualità

L’ottimizzazione SEO – intesa come una serie di regole SEO che aiutano a posizionare un contenuto – non è però sufficiente da sola. È anche importante che l’articolo sia di qualità.

Ma cosa s’intende con qualità quando parliamo di articoli di blog?

Per prima cosa, un articolo di qualità deve essere scritto prima di tutti per i nostri lettori e solo in seguito per i motori di ricerca. Deve inoltre essere scritto in modo corretto, sia a livello grammaticale che sintattico, e presentare sempre informazioni attuali, aggiornate, rilevanti e veritiere.

Solo in seguito possiamo passare a ottimizzare i nostri testi per i motori di ricerca. Un’ottimizzazione SEO fatta su un articolo di scarso valore, infatti, spesso non porta dei risultati, né a livello di posizionamento né tanto meno a livello di engagement e conversioni da parte dei nostri lettori.

Prima di passare all’ottimizzazione in ottica SEO, quindi, assicurati che il tuo articolo abbia le 3 caratteristiche di un articolo di qualità:

  • tiene conto dell’intento di ricerca
  • è scritto per il pubblico target
  • presenta una struttura efficace.

Vediamo tutti questi punti più nel dettaglio e poi passiamo finalmente all’ottimizzazione SEO del nostro articolo.

1. Tiene conto dell’intento di ricerca (search intent)

search intent

Il primo obiettivo di un contenuto ottimizzato per la SEO è quello di rispondere all’intento di ricerca dell’utente, cioè di fornirgli ciò che sta cercando.

L’intento di ricerca, chiamato anche search intent o user intent, è infatti l’obiettivo finale che un utente vuole ottenere quando digita una query sui motori di ricerca, ossia quando fa una ricerca sul web, ad esempio su Google.

Pensa infatti a quando fai tu stesso una ricerca su Google. Sicuramente non la fai sempre per lo stesso motivo, con lo stesso scopo.

A volte, infatti, stai cercando informazioni su qualcosa, oppure stai cercando recensioni su un prodotto da acquistare o ancora cerchi uno shop online perché vuoi acquistare qualcosa di specifico.

Ti faccio un esempio.

Pensa ad esempio a una persona che cerca “pizza” su Google. Cosa vuole davvero? Perché sta cercando quella query?

Potrebbe ad esempio:

  • essere alla ricerca di una ricetta per fare la pizza a casa
  • cercare un servizio di pizza a domicilio
  • conoscere le pizzerie presenti in zona
  • scoprire la storia della pizza
  • … e così via.

Tutte queste opzioni sono appunto il search intent. Non riuscire a intercettare il search intent significa quindi di fatto non rispondere alla domanda che ha posto quel preciso utente. E questo distruggerà completamente il tuo posizionamento, non importa quante regolette SEO applicherai al tuo testo.

Pensa proprio a te che fai una ricerca su Google. Davanti agli occhi di appariranno alcuni risultati. Ne scegli uno e lo apri. Quel contenuto ha risposto alla tua domanda? Ha risolto il tuo intento di ricerca?

Se sì, molto probabilmente leggerai il contenuto, forse continuerai la navigazione su quel sito e – chissà! – magari compierai anche un’azione, ti iscriverai alla newsletter oppure acquisterai qualcosa.

Ma se quel contenuto non ha risolto il tuo intento di ricerca, fermerai subito la lettura, tornerai indietro nei risultati di ricerca e cliccherai su un altro risultato, magari di un sito web competitor del primo.

Ricordalo sempre quando scriverai gli articoli del tuo blog. Il tuo obiettivo deve essere infatti sempre quello di tenere i tuoi utenti sul tuo sito, senza che tornino a consultare le SERP perché i tuoi contenuti non hanno saputo rispondere alle loro domande.

2. È orientato al pubblico target

Un altro aspetto importantissimo che dobbiamo tenere in considerazione per scrivere un articolo di qualità eccellente è tenere sempre presente con chi stiamo parlando – almeno virtualmente.

E non mi riferisco solo alle informazioni che forniamo nel contenuto stesso ma anche il modo con cui comunichiamo quelle informazioni, che deve essere il più possibile in linea con le persone che leggeranno il nostro contenuto.

Dobbiamo quindi conoscere molto bene i nostri lettori, ossia il nostro pubblico target, e allineare la nostra comunicazione alla loro conoscenza dell’argomento, al loro grado di cultura e così via.

Ti faccio un esempio.

Immagina di dover scrivere un articolo sui componenti del motore di una autovettura. Se i lettori a cui ti rivolgi sono dilettanti, non userai sicuramente lo stesso vocabolario che useresti se i tuoi lettori fossero invece dei meccanici esperti.

Nel primo caso, infatti, usando termini troppo specialistici o troppo tecnici rischieresti che i lettori non capiscano una parola di quello che hai scritto e torneranno sulla SERP di Google per cercare un testo più semplice e chiaro da comprendere.

Nel secondo caso, accadrà il contrario: se scrivi contenuti troppo semplici e banali per un utente esperto, tutte le persone che sono maggiormente specializzate in quell’argomento non leggeranno i tuoi contenuti perché non saranno all’altezza delle loro aspettative.

Quindi, in che modo scrivere? Dipende dal tuo target. Fai un’analisi approfondita, cerca di avere un’immagine più fedele possibile dei tuoi utenti e basa la tua comunicazione intorno a loro.

3. Presenta una struttura efficace

Il terzo fattore essenziale che un contenuto deve possedere per ottenere un buon posizionamento è una buona struttura.

La struttura del testo ha infatti lo scopo di facilitare la comprensione del contenuto sia per l’utente che per i motori di ricerca, orientare i lettori nella lettura e facilitare loro la ricerca delle informazioni all’interno dell’articolo.

Creare una struttura efficace per i tuoi articoli significa quindi creare dei testi che siano ordinati e coerenti, sia in relazione all’argomento che vuoi trattare, sia in relazione all’intento di ricerca che abbiamo appunto visto poco fa.

Una delle strutture più efficaci quando andiamo a scrivere un articolo di blog è la cosiddetta piramide rovesciata, una tecnica che prende spunto dal mondo del giornalismo e che presenta i contenuti partendo dai più rilevanti e scendendo via via in dettagli sempre più specifici.

Ecco un esempio di piramide rovesciata presa da una delle lezioni di Blog Academy e applicata su un articolo che parla di alimentazione dei porcellini d’India:

piramide rovesciata

Tutte queste informazioni dovranno essere presentate in un ordine gerarchico, dalla più importante (ossia dall’informazione che risponde alla query iniziale) per poi scendere in informazioni più dettagliate e “di contorno”, stando sempre attenti da non uscire dall’argomento trattato.

Questa gerarchia di informazioni viene messa in evidenza dai titoli H-, ossia i titoli dei vari paragrafi e sottoparagrafi che costituiranno il corpo del testo.

Avremo quindi:

  • Il titolo del post (H1)
  • I paragrafi (H2)
  • I sottoparagrafi (H3, H4 ed eventualmente H5, H6).

Non esiste una formula matematica precisa per stabilire il numero di titoli da inserire in ogni contenuto poiché dipende dal contenuto stesso e dal grado di approfondimento che vuoi dare al tuo articolo.

Per avere un’indicazione su come strutturare il tuo articolo, un’ottima idea è quella di cercare su Google i primi 10 articoli che si posizionano per la parola chiave per la quale vuoi posizionarti, studiare in che modo hanno strutturato i loro articoli e ottimizzare il tuo testo di conseguenza.

Bene, abbiamo quindi visto cos’è l’ottimizzazione SEO, perché è importante e quali sono le caratteristiche di un contenuto SEO di qualità.

Entriamo quindi nel vivo della scena: come si ottimizza un articolo del blog in ottica SEO? Scendiamo ancora più nel dettaglio.

Come ottimizzare i contenuti in ottica SEO?

Una volta che i tuoi contenuti sono davvero di qualità, è arrivato il momento di ottimizzarli in ottica SEO attuando alcune strategie che saranno utilissime per spingere i tuoi articoli nelle migliori posizioni dei risultati di ricerca di Google.

La prima tecnica di ottimizzazione a cui si pensa quando parliamo di ottimizzare gli articoli in ottica SEO è la cosiddetta SEO on-page, ossia quelle tecniche SEO che applichiamo a ogni singolo articolo del nostro blog.

Ci sono molti strumenti che ci aiutano in questa ottimizzazione, come ad esempio Rank Math, un plugin SEO WordPress che ci aiuta proprio a ottimizzare in ottica SEO i singoli articoli e le singole pagine del nostro sito web.

ottimizzazione seo on page

È importante però sapere che la SEO on-page, come i consigli di ottimizzazione di Rank Math, non è certo l’unica ottimizzazione che possiamo fare al nostro blog.

Vediamo quindi come altro possiamo ottimizzare i nostri contenuti in ottica SEO.

Includi termini semantici per arricchire i contenuti

Quando scriviamo un contenuto, è importante prima di tutto fare un’accurata ricerca di keyword, ossia una ricerca delle migliori parole chiave su cui scrivere i nostri articoli. Ma abbiamo detto che Google sa leggere i nostri testi anche a livello semantico.

Con questa premessa, quindi, è facile intuire che per scrivere un articolo di qualità non bisogna ripetere allo stremo la keyword principale, come veniva fatto nel mondo della SEO qualche anno fa, ma è è invece importante inserire all’interno del testo anche dei sinonimi e dei termini semantici, ossia tutte quelle parole che appartengono allo stesso campo semantico della keyword principale.

Ti faccio un paio di esempi.

All’interno del campo semantico “auto”, troviamo termini semantici come “ruota, volante, motore..”. All’interno del campo semantico “cavallo”, possiamo invece trovare termini come “sella, redini, criniera, galoppo” e via dicendo.

L’importante è che e i termini semantici siano anche legati allo stesso intento di ricerca. Se scrivi quindi un articolo sui migliori panini da mangiare in estate, i termini semantici non saranno gli stessi che se scrivi un articolo sulle figurine Panini.

Stesso termine, due intenti di ricerca diversi. E di conseguenza, anche due campi semantici differenti.

Inserendo dei termini semantici possiamo ottenere 2 importantissimi risultati:

  • fornire un contesto più concreto per consentire a Google di comprendere in modo più accurato il nostro contenuto e quindi di indicizzarlo per il giusto intento di ricerca
  • presentare ai nostri lettori un testo molto più ricco e piacevole da leggere rispetto al classico contenuto pieno di parole chiave – spesso anche mal posizionate.

Verifica che il contenuto risponda all’intento di ricerca

intento di ricerca

Se ti accorgi che un contenuto non si posiziona bene tra i risultati di ricerca o ha un tempo di permanenza dei tuoi utenti molto basso, potrebbe essere che non hai centrato l’intento di ricerca.

In questo caso, è bene ricontrollare i tuoi contenuti, aggiornarli e riottimizzarli in modo che rispondano meglio al search intent.

Nella maggior parte dei casi, per migliorare il posizionamento di un contenuto è sufficiente rielaborare i testi, rimuovere tutte le informazioni obsolete e quelle che si allontanano troppo dall’argomento principale e aggiungere tutte le nuove informazioni, più aggiornate e più fresche.

Dai anche un’occhiata alla SERP e studia i contenuti che si sono meglio posizionati. I loro testi sono brevi o lunghi? Hanno inserito delle immagini, delle tabelle o delle infografiche?

Cerca di capire il pattern comune e inserisci anche tu gli elementi che mancano nel tuo articolo, arricchendoli di nuove informazioni e presentando un aspetto più accattivante di quello dei tuoi competitor.

Usa parole chiave a coda lunga (long tail keyword )

Un altro consiglio che voglio darti per ottimizzare i tuoi articoli in ottica SEO e migliorare il tuo posizionamento nelle SERP di Google è quello di lavorare sulle parole chiave a coda lunga (o long tail keyword).

Ma cosa sono esattamente questo parole chiave a coda lunga? Si tratta semplicemente di parole chiave più lunghe, più specifiche e più conversazionali delle cosiddette short tail keyword.

long tail keyword

Inserire delle parole chiave a coda lunga correlate alla keyword principale – e che soprattutto rispondano allo stesso intento di ricerca – è quindi utilissimo per arricchire il tuo contenuto di maggiore contesto a livello semantico.

Se vuoi quindi scrivere un articolo sulla vita dei leoni, puoi aggiungere parole chiave a coda lunga correlate come ad esempio:

  • curiosità sul leone
  • che tipo di animale e il leone
  • specie animale del leone.

Un articolo, infatti, non si posiziona quasi mai per un’unica keyword.

Se saprai utilizzare correttamente le long tail keyword, avrai maggiori possibilità che un unico contenuto possa venire trovato sui motori di ricerca per una miriade di parole chiavi a coda lunga diverse, ampliando la tua visibilità e aumentando di conseguenza il tuo traffico.

Usa un layout accattivante

layout accattivante

Migliora anche il layout del tuo sito web in modo che il contenuto sia molto più attraente e coinvolgente agli occhi dell’utente.

Pensa a cosa fai quando entri in un sito web con blocchi di testo enormi e quasi illeggibili. Forse le informazioni che cerchi ci sono, ma è così difficile arrivarci che magari preferisci tornare alla SERP e cercare le risposte in un altro sito web.

Ecco: è esattamente la stessa cosa che i tuoi utenti potrebbero fare sulla tua pagina se i tuoi contenuti non sono scritti con il giusto criterio.

Ecco alcuni consigli per migliorare ulteriormente i tuoi contenuti:

  • Mantieni i paragrafi corti, non più di due o tre righe, per facilitare la lettura su schermo, molto più complessa a livello fisico e mentale della lettura su carta
  • Le persone sul web difficilmente leggono un testo dall’inizio alla fine ma spostano lo sguardo tra le parole alla ricerca dei concetti che stanno cercando. Metti quindi in grassetto le parole principali del contenuto (non le parole chiave ma i concetti!) in modo tale che solo leggendo il testo in grassetto si possa avere un’idea sommaria di cosa parla l’intero testo
  • Usa immagini e video che accompagnano il testo, permettendo una breve pausa dalla lettura e fornendo al contempo nuove informazioni al testo
  • Crea elenchi puntati e numerati quando devi fare un’enumerazione di elementi, proprio come quello che stai leggendo ora.

Includi collegamenti interni

I link interni, ovvero i collegamenti che portano da un contenuto del tuo sito web a un altro contenuto sempre del tuo sito, hanno diversi effetti positivi sul posizionamento dei tuoi contenuti:

  • Gli utenti rimangono più a lungo sul sito web, aumentando di conseguenza il tempo di permanenza
  • Migliorano l’esperienza dell’utente facilitando la navigazione tra risorse
  • Ottimizzano il tempo di scansione, consentendo ai bot dei motori di ricerca di muoversi più rapidamente attraverso il tuo sito web.

Tuttavia, per poter ottenere dei risultati positivi, i link interni devono essere creati con una strategia precisa, seguendo l’architettura del sito (perché hai creato un’architettura del tuo sito, vero?).

Non puoi infatti riempire i tuoi contenuti di link interni a casaccio, senza criterio, e aspettarti che tutto proceda al meglio.

Un link interno deve infatti collegare due contenuti correlati in modo che abbiano un senso per l’utente. Se l’utente ha letto il tuo post sulla vita dei leoni e hai scritto altri contenuti ad esempio sull’alimentazione dei leoni, puoi aggiungere il link in modo che l’utente possa approfondire l’argomento.

D’altra parte, se linki il tuo post sui leoni a un altro post sugli orsi polari, sarà alquanto improbabile che l’utente ci clicchi sopra perché non ha nulla a che vedere con il motivo che lo ha portato sul tuo sito.

E questo non fa molto bene alla tua SEO.

Inoltre, collegando due testi correlati, aiuti anche Google a capire meglio di cosa parla il tuo sito e in che modo i diversi contenuti sono collegati tra loro.

Infine, i collegamenti interni non solo ti aiutano a indirizzare il traffico degli utenti ma anche a distribuire il PageRank interno, cioè l’autorità interna del tuo sito web, che aiuterà il tuo contenuto a migliorare il suo posizionamento.

Non sottovalutare la SEO off-page

seo off page

Abbiamo visto tante ottimizzazioni SEO che puoi fare all’interno del tuo articolo per migliorare il suo posizionamento. Ma ci sono anche altre ottimizzazioni che vengono fatte al di fuori dei tuoi contenuti e queste fanno parte di un ramo della SEO che si chiama appunto SEO off-page.

Tra queste ottimizzazioni off-page troviamo ad esempio:

  • la link building
  • il content marketing
  • il social media marketing
  • le recensioni, le citazioni e le PR
  • l’influencer marketing
  • il guest posting
  • … e così via.

Sono tutte attività molto importanti non solo per migliorare il posizionamento dei tuoi articoli sui motori di ricerca ma anche per aumentare la tua autorità online e rafforzare il tuo brand.

Come migliorare la SEO dei tuoi contenuti con DinoRANK

dinorank

Poco tempo fa ho scoperto uno strumento davvero incredibile per ottimizzare i tuoi contenuti e migliorare il tuo posizionamento: si tratta di DinoRANK, uno strumento SEO che ha saputo conquistare la mia attenzione fin dal primo minuto che l’ho utilizzato.

Tutte queste ottimizzazioni che abbiamo visto fin qua, infatti, puoi farle proprio con DinoRANK – e a essere sinceri, puoi fare anche qualche ottimizzazione in più di quelle che abbiamo visto oggi.

Ma perché con DinoRANK è stato amore a prima vista? Che ha di tanto speciale rispetto ad altri strumenti SEO?

Molto semplice: primo tra tutti, è completamente in italiano. Tra le sue funzionalità, inoltre, come il tracciamento delle posizioni, la link building o la ricerca di keyword, troviamo qualcosa che è molto raro trovare in un tool SEO: le funzionalità basate proprio sui contenuti e sui termini semantici.

DinoRANK offre infatti una sezione dedicata proprio all’ottimizzazione dei contenuti da un punto di vista semantico: la sezione TF*IDF e prominenza semantica.

Ti spiego come funziona e come puoi utilizzarla.

Creare nuovi contenuti ottimizzati per la SEO

Il funzionamento è molto semplice: partendo da una parola chiave, DinoRANK analizza i contenuti della top 10 di Google per quella parola chiave e ti dice quali termini semantici vengono utilizzati e con quale frequenza, in modo che tu possa creare i tuoi articoli tendendo presente questi dati.

Ecco ad esempio l’analisi che ho fatto prima di iniziare a scrivere questo articolo:

scrivere testo ottimizzato seo

L’area verde che vedi nell’immagine mostra la frequenza con cui questi termini sono utilizzati nei testi dei tuoi competitor meglio posizionati sui motori di ricerca, aiutandoti quindi a decidere quali parole utilizzare e in che modo inserirle nel testo.

Per semplificare ulteriormente la stesura del tuo nuovo articolo, sotto questo grafico si trova anche l’elenco completo dei termini semantici e la loro frequenza d’uso.

prominenza semantica

Puoi anche spuntare le caselle di quelle che ti interessano per copiarle e incollarle in un documento Drive, in un file Excel o – perché no? – anche direttamente sul tuo editor di WordPress così da iniziare subito a lavorarci, inserendoli in modo naturale all’interno del testo.

>> Prova subito DinoRANK

Ottimizzare i contenuti già pubblicati

Il modulo TF*IDF può essere utilizzato non solo per i nuovi contenuti ma anche per ottimizzare i tuoi contenuti già pubblicati che magari non si sono posizionati molto bene.

Inoltre, se lavori come SEO copywriter, ad esempio, puoi utilizzare questa funzionalità di DinoRANK per offrire un servizio in più da offrire ai tuoi clienti, ossia quello di migliorare i testi già pubblicati sul loro sito e migliorarne il posizionamento.

Per ottimizzare un contenuto, ti basta quindi andare nella sezione TF*IDF e prominenza semantica di DinoRANK, inserire la parola chiave per la quale vuoi posizionare il tuo contenuto e aggiungere per quale URL vuoi posizionarti.

Come puoi vedere, ora non c’è solo l’area verde con i termini semantici della concorrenza, ma anche una linea blu con dei puntini.

TF IDF e prominenza semantica dinorank

Questa riga rappresenta il numero di volte in cui questi termini specifici sono utilizzati nel contenuto del tuo sito web, in modo da poter vedere a colpo d’occhio quanto sono ottimizzati.

Come nell’opzione precedente, l’elenco dei termini con suggerimenti di DinoRANK è riportato subito sotto al grafico, insieme ai suggerimenti per ottimizzare il tuo articolo che ti indicano se mantenere la frequenza di una determinata keyword, aumentarla oppure diminuirla

lista parole chiave prominenza semantica dinorank

Grazie a questa funzione di DinoRANK, è molto facile ottimizzare i contenuti e allinearli non solo all’intento di ricerca, ma anche ai testi che già si posizionano nella top 10 di Google.

Ok, tutto bello. Ma che succede ai contenuti dopo l’ottimizzazione?

Con il mio blog, ho notato un netto miglioramento del posizionamento degli articoli ottimizzati, che sono riusciti a scalare anche fino alla prima posizione della SERP di Google.

Se vuoi portare i tuoi contenuti a un livello successivo, migliorare la SEO del tuo sito e posizionare i tuoi articoli ancora più in alto nelle SERP di Google, allora ti consiglio davvero di provare DinoRANK.

In questo modo riuscirai in modo estremamente semplice a scrivere dei contenuti amati dai tuoi lettori e dai motori di ricerca, ben posizionati, in grado di attirare traffico e aumentare di conseguenza le entrate del tuo blog.

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Riflessioni finali

In questo articolo abbiamo visto tantissime ottimizzazioni che puoi fare sui tuoi articoli per migliorarli ulteriormente, ottenere un posizionamento sempre più alto sui motori di ricerca, aumentare il tuo traffico e incrementare i tuoi guadagni.

Pronto per passare all’azione? Apri allora gli articoli che vuoi ottimizzare e tieni aperta questa pagina per avere a disposizione una sorta di checklist per essere sicuro di non avere dimenticato niente.

A me non resta che augurarti un buon blogging!

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