SEO: cos’è, come funziona e come impararla

guida SEO
La guida alla SEO che ti spiega cos'è la Search Engine Optimisation, quali sono le principali strategie e come implementarle nel tuo business

La SEO (Search engine optimization) ossia ottimizzazione per i motori di ricerca, è una disciplina che come suggerisce il nome, ha come scopo proprio quello di aiutare il posizionamento dei tuoi articoli sui motori di ricerca, in particolare – ma non solo – Google.

Se sei un blogger o se comunque gestisci un blog, devi infatti sapere che scrivere tanti contenuti non ha molto senso se poi nessuno riesce a trovarli – e quindi a leggerli, ti pare?

Ed è proprio in questo che ci viene in aiuto la SEO.

In questa guida super approfondita andremo quindi insieme a conoscere più da vicino questa fantastica disciplina che è la SEO.

Vedremo cosa significa SEO e cosa significa “fare SEO”, perché è così importante per tutti i progetti online, scopriremo insieme come funzionano i motori di ricerca e quali sono i principali fattori che andranno ad aiutare il posizionamento dei nostri contenuti su Google.

E, ovviamente, andremo a vedere più nel dettaglio anche in che modo possiamo ottimizzare i nostri contenuti per far sì che possano posizionarsi sempre più in alto nella Search Engine Result Page (SERP) di Google, ossia la pagina dei risultati di ricerca.

Dal momento che gli algoritmi di Google cambiano continuamente, aggiornerò costantemente questa guida SEO in modo da farla essere sempre attuale. Salvatela quindi nei preferiti del tuo browser e torna di tanto in tanto a controllare se ci sono stati aggiornamenti.

Ma adesso basta con le premesse e passiamo all’azione.

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Cos’è la SEO?

Per prima cosa, cerchiamo di dare una definizione di SEO.

Cosa significa SEO?

SEO è un acronimo che sta per Search Engine Optimization, ossia ottimizzazione per i motori di ricerca.

Con il termine SEO, quindi, intendiamo tutte quelle pratiche e quelle strategie che servono per migliorare il posizionamento del nostro sito web e dei nostri contenuti – come ad esempio gli articoli del blog – sui motori di ricerca.

Un esempio semplicissimo.

Diciamo che tu abbia un blog sull’arredamento. Un utente va su Google, digita “idee arredamento moderno” e trova il tuo articolo in prima posizione.

Perché il tuo articolo è in prima posizione e tutti gli altri sono sotto? 🤔

Probabilmente perché il tuo articolo è ottimizzato in modo migliore degli altri.

Questo significa che se ottimizzerai con cura tutti i tuoi articoli, questi si posizioneranno sicuramente primi su Google?

Ahimé, no. Purtroppo non funziona esattamente così.

Non è solo l’ottimizzazione di un singolo articolo, infatti, che fa la differenza, bensì un insieme di pratiche, tecniche e strategie che dobbiamo svolgere sia all’interno del nostro sito web che al suo esterno.

Nessuno però può garantire il successo delle tecniche di SEO. Anche perché purtroppo, la SEO non è una scienza esatta e tra un attimo vedremo anche perché.

Quello che è certo, però, è che se applicherai questi “consigli”, molto probabilmente otterrai anche dei miglioramenti dal punto di vista del traffico verso il tuo sito web e del tuo posizionamento.

Torneremo comunque sull’argomento nel corso di questa guida SEO.

Spesso, quando parliamo di motori di ricerca, ci riferiamo esclusivamente a Google dal momento che è quello più utilizzato in tutto il mondo.

Ma la SEO non viene utilizzata solo per posizionarsi meglio su Google ma anche su altri motori di ricerca, come:

  • Bing
  • Yahoo
  • Ecosia
  • DuckDuckGo
  • … e così via.

Quando parliamo di Google, quindi, tieni comunque a mente che l’ ottimizzazione lato SEO non va fatta per un singolo motore di ricerca, bensì per tutti i motori di ricerca presenti sul web.

Perché la SEO è così importante per un progetto online?

Ma perché la SEO è così importante per qualsiasi progetto, sia online che offline?

Uno dei motivi, lo abbiamo appena visto, è proprio quello di riuscire a farci trovare da un pubblico molto più vasto, aumentando di conseguenza il traffico verso il nostro blog e la possibilità di trovare nuovi potenziali clienti.

Applicando le tecniche SEO, inoltre, riuscirai a posizionare un singolo contenuto non per una singola parola chiave ma anche per centinaia di keyword, aumentando esponenzialmente la possibilità di essere trovato dai tuoi potenziali clienti.

E last but not least, la SEO è gratis.

Questo significa che ti permetterà di portare del traffico sul tuo sito in modo completamente gratuito, a differenza di quasi tutti gli altri metodi di promozione, come ad esempio l’email marketing o l’advertising.

E nel corso di questo articolo vedremo anche nel dettaglio come fare.

Come funzionano i motori di ricerca

Come funzionano i motori di ricerca

Ok, entriamo nel vivo della scena. Come funziona la SEO?

Per capirlo meglio dobbiamo fare un piccolo passo indietro perché è un po’ inutile cercare di rendere la nostra macchina più veloce se non sappiamo nemmeno come funziona il motore, ti pare?

È quindi importante prima di tutto cercare di rispondere alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto: come funzionano i motori di ricerca?

I motori di ricerca hanno dei bot che scansionano completamente tutta la rete e i siti web alla ricerca di informazioni.

Una volta che un utente fa una ricerca su Google (digita quindi una query di ricerca), Google cerca velocemente la risposta più pertinente tra quelle presenti nel suo indice e le mostra agli utenti sotto forma di risultati di ricerca sulla sua pagina.

Semplifichiamo il concetto al massimo.

Immagina il web come un’enorme ragnatela, dove ci sono tanti siti web collegati tra loro tramite dei link. In questa ragnatela cosa arriva? Un ragno, ovviamente 😅

(E che doveva esserci sulla ragnatela? Un canguro? 🤣)

Questi ragni, chiamati appunto spider, altro non sono che dei bot che iniziano a scansionare ogni sito, pagina per pagina, seguendo i link per connettersi ad altre pagine e ad altri siti web.

Grafiche BA

Lo spider, poi, raccoglie varie informazioni che vengono inserite all’interno di un indice. Questo processo viene chiamato scansione o crawling.

Gli algoritmi dei motori di ricerca, come Google, leggono quindi questi indici e attraverso alcuni fattori, chiamati appunto fattori di ranking, stabiliscono in quali posizioni dei risultati di ricerca devono apparire queste pagine scansionate.

Quando un utente digita – o pronuncia! – una parola chiave nella barra di ricerca di Google, il motore di ricerca utilizza i suoi algoritmi per scansionare tutti i risultati pertinenti per quella query e li mostra ordinandoli dal più rilevante al meno rilevante.

I motori di ricerca, quindi, funzionano in 3 step:

  • Scansione, attraverso la quale i bot scansionano la rete alla ricerca di pagine e link
  • Indicizzazione, ossia quando Google inserisce tutte le informazioni trovate all’interno dei propri indici
  • Posizionamento, cioè la scelta di Google delle pagine più rilevanti per ogni argomento e la loro organizzazione sulla SERP, ossia nei risultati di ricerca.

Ottimizzare il nostro sito web significa quindi modellarlo in base ai fattori di ranking di Google così da “convincere” gli algoritmi che il nostro sito web, le nostre pagine e i nostri articoli meritano un posto più alto nella SERP perché più completi, più coinvolgenti e più autorevoli degli altri.

Ora, quando dico che la SEO non è una scienza esatta è perché nessuno conosce nel dettaglio tutti – e dico proprio tutti – questi fattori, che nel caso di Google sono oltre 200.

I fattori di ranking

Fattori di ranking

Esistono decine e decine di fattori che entrano in gioco negli algoritmi dei motori di ricerca e questi fattori si evolvono continuamente per stare al passo con il cambiamento del comportamento degli utenti e i progressi nell’apprendimento automatico.

Alcuni fattori di ranking sono noti, altri discussi, altri sono pura speculazione.

Qua sotto puoi trovare i principali fattori di cui siamo a conoscenza.

Non sono tutti ma può permetterti di farti un’idea su cosa si basa Google per decidere il posizionamento dei contenuti nelle sue SERP.

  • Età del dominio. Generalmente un dominio più datato si posiziona meglio di uno nuovo. Molti SEO confermano, John Mueller invece afferma che l’età del dominio non interessa la SEO
  • Informazioni dominio pubbliche o private. Quando acquisti un nuovo dominio, hai la possibilità di scegliere se inserire le tue informazioni in modo privato oppure pubblico, così che tutti possano risalire al proprietario di un sito web.
    Se nel tuo sito o nel tuo blog non tratti argomenti troppo sensibili o che potrebbero penalizzarti in qualche modo nella vita reale, allora il mio consiglio è di mantenere i tuoi dati sempre pubblici.
    Questo perché un dominio con informazioni private su WhoIs potrebbe essere segnale che abbiamo qualcosa da nascondere. E il sito web potrebbe venire penalizzato
  • Spam. Se il tuo nome viene segnalato a Google come spammer, avrai difficoltà a posizionare un sito web registrato a nome tuo
  • Presenza della keyword nel titolo della pagina. Forse non più importante come una volta dal momento che Google adesso sa “leggere e interpretare” ciò che scriviamo ma senza dubbio ancora rilevante
  • Lunghezza del contenuto. Sembra che gli articoli lunghi si posizionino generalmente meglio degli articoli più brevi perché vengono considerati più completi di informazioni. Ovviamente non vale per tutte le tipologie di articolo
  • Velocità del sito. È un fattore di ranking noto. A parità di contenuti, infatti, un sito web lento avrà infatti sicuramente meno possibilità di posizionamento
  • Contenuti duplicati. Proprio grazie alla scansione degli Spider, Google riesce a intercettare se due contenuti sono identici, penalizzandoli (solitamente, ma non sempre purtroppo, viene penalizzato chi copia)
  • Prominenza delle parole chiave. Se una keyword appare nella prima parte di un testo, è più facile che il contenuto venga posizionato proprio per quella parola chiave
  • Link: Link interni e link verso altri siti web hanno peso notevole sul posizionamento. Per questo è importante imparare cosa e come linkare altre risorse
  • Backlink: Un backlink è un link presente su un altro sito web che rimanda al nostro sito. È sicuramente un fattore importante per il posizionamento, l’importante è non accettare link indiscriminati a caso o rischiamo di incorrere in una penalizzazione di Google
  • Mobile-friendly. Un contenuto non ottimizzato per i dispositivi mobili viene spesso penalizzato
  • Link rotti. Se cancelli una pagina senza fare un reindirizzamento, ossia reinviare la pagina cancellata verso una risorsa online e funzionante, l’URL di quella pagina non sarà più raggiungibile, dando come risposta un errore 404. Tanti errori 404 non sono ben visti dal sig. Google (che – indovina un po’? – può penalizzarti 😅)
  • Lunghezza dell’URL. Le pagine con un URL più breve tendono statisticamente a posizionarsi meglio
    lunghezza URL
  • Architettura del sito. Ebbene sì, l’architettura è un fattore che Google tiene in considerazione per il posizionamento. Come ho spiegato in modo più dettagliato anche in Blog Academy, un sito web senza architettura o con un’architettura poco efficace è infatti più difficile da scansionare e non aiuta Google a organizzare tematicamente i tuoi contenuti
  • Aggiornamenti. La frequenza di pubblicazione è segnale che il sito web è vivo. Un sito abbandonato a sé stesso finirà invece presto a perdere posizioni in SERP
  • Certificato SSL. Questo è uno dei fattori confermati da Google. Se il tuo sito web non è sicuro, faticherà maggiormente a scalare la classifica dei risultati di ricerca (o non la scalerà proprio).

Tutti questi – e anche gli altri – fattori di ranking non sono però tutti uguali. Sappiamo infatti con certezza che alcuni sono più importanti di altri. Hanno quindi un peso maggiore di altri.

E quali sono quindi quelli più importanti?

Questo purtroppo non lo sappiamo di preciso (e ti pareva! 😪) ma alcuni esperti hanno fatto alcuni test e sono venuti a conclusione, ad esempio, che la qualità dei contenuti o la velocità della pagina abbiano un peso assai maggiore rispetto – sempre ad esempio – dell’età del dominio o della lunghezza del contenuto.

Ecco un piccolo grafico riassuntivo dei principali fattori di ranking secondo i SEO expert.

principali fattori di ranking

Ma a cosa ci serve quindi conoscere questi fattori di ranking?

Molto semplice.

Conoscendo ciò che Google valuta per posizionare i contenuti, non solo possiamo ottimizzarli al meglio ma anche implementare delle precise strategie di marketing che hanno come scopo quello di inserire – e mantenere! – i nostri contenuti nelle prime posizioni di Google e di offrire costantemente la migliore esperienza per i nostri utenti.

Differenza tra posizionamento e indicizzazione

Posizionamento e indicizzazione

Due termini importantissimi quanto parliamo di ottimizzazione sui motori di ricerca sono posizionamento e indicizzazione.

Ed è fondamentale capire la differenza tra questi due concetti così che possiamo lavorare in modo davvero efficace sulla SEO del nostro blog o del nostro sito web.

Detto in parole semplici:

  1. Con indicizzazione si indica la scansione dei bot di Google che analizzano le pagine del nostro sito web e le inseriscono in un apposito indice del motore di ricerca. Una pagina indicizzata significa quindi che è una pagina che è stata letta correttamente dal bot
  2. Il posizionamento è invece la posizione nei risultati di ricerca di Google (SERP) che un nostro contenuto ha rispetto a una data parola chiave (keyword)

Questo significa che indicizzazione e posizionamento possono non coincidere. Una pagina, ad esempio, può essere indicizzata ma non posizionata.

Ma se è posizionata è sicuramente anche stata precedentemente indicizzata.

Per sapere se una pagina del tuo sito web è stata correttamente indicizzata, ti basta andare sulla Google Search Console, uno strumento gratuito che mette a disposizione la stessa Google, e utilizzare la funzione “Controllo URL” che trovi nella sidebar di sinistra.

Inserisci poi l’URL che vuoi controllare.

Se la pagina è stata correttamente indicizzata, ti apparirà un messaggio come questo:

Indicizzazione Google

Se non è stata indicizzata, puoi anche richiederne l’indicizzazione cliccando appunto su “Richiesta Indicizzazione” e attendere qualche giorno 😅

Negli ultimi tempi, Google fa un po’ fatica a indicizzare alcuni contenuti, in particolare i contenuti dei siti nuovi e che hanno ancora poche pagine.

Non preoccuparti quindi se dopo qualche giorno dalla pubblicazione di un nuovo contenuto ti accorgi che la pagina non è stata ancora indicizzata. A volte è solo questione di avere un po’ di pazienza extra.

Tipologie di SEO

Tipologie SEO

Abbiamo accennato al fatto che non basta ottimizzare i singoli contenuti del nostro blog per ottenere buoni risultati in termini di posizionamento, bensì dobbiamo agire su diversi piani. Ed è qua che entrano in gioco tutte le varie tipologie di SEO.

Ecco le principali e su cosa si concentrano:

  • la SEO On Page, ossia quelle tecniche che vengono applicate su ogni singola pagina dl nostro blog per migliorarne il posizionamento
  • la SEO Off Page, ossia quelle tecniche che vengono usate attraverso siti web esterni, come ad esempio il guest posting (cioè scrivere articoli per altri blog con l’obiettivo di ottenere link, attirare nuovo traffico verso il nostro sito web e migliorare il nostro posizionamento)
  • La SEO semantica, che si occupa di ottimizzare i nostri contenuti non per parole chiave ma per topic
  • la SEO tecnica, che si riferisce alle azioni eseguite per aiutare i motori di ricerca a eseguire la scansione del tuo sito web e migliorare l’esperienza utente (User Experience)
  • la local SEO, una variante della SEO che si concentra su un’area specifica.

Vediamole tutte più nel dettaglio.

Seo on page

La SEO on page, come suggerisce il nome, è quella tipologia di ottimizzazione SEO che viene effettuata sulle singole pagine e nei contenuti degli articoli del nostro sito web, spesso effettuata dagli stessi web writer e SEO copywriter.

Ma quali sono gli elementi di una pagina che dobbiamo ottimizzare per avere maggiori probabilità di posizionarci in alto nelle classifiche del motore di ricerca di Google?

Vediamoli insieme.

Titolo H1

L’H1 è il titolo del tuo articolo, quello che appare sulla pagina. L’H1 di questo articolo che stai leggendo è “Seo: cos’è, come funziona e come impararla”.

Il titolo H1 è importante sia per aiutare il motore di ricerca a capire di cosa tratta il nostro articolo, sia ad attirare i potenziali lettori, che decideranno se leggere il nostro post proprio se questo titolo sarà abbastanza interessante e accattivante.

Un titolo H1 ben ottimizzato, quindi, è capace tra le altre cose di aumentare anche il CTR (Click through rate) dei nostri articoli.

H2, H3…H6

Gli H2 sono i titoli secondari, quelli che dividono l’articolo in paragrafi. Ogni paragrafo può essere a sua volta suddiviso in ulteriori sottoparagrafi che verranno indicati con H3, H4 e così via più che vanno in profondità.

Una buona struttura per un articolo è quindi formata da un’alberatura tipo la seguente:

  • TITOLO H1
  • Paragrafo H2
  • Paragrafo H2
    • Sottoparagrafo H3
    • Sottoparagrafo H3
      • Sottoparagrafo H4
      • Sottoparagrafo H4
    • Sottoparagrafo H3
  • Paragrafo H2
  • … ecc.

Il mio consiglio è però quello di non scendere ma sotto gli H4 perché la struttura dell’articolo risulterà molto complessa e potrebbe quindi confondere i lettori anziché aiutarli.

Immagini e contenuti visivi

Anche le immagini, le tabelle, i grafici, le infografiche, i video e ogni tipo di elemento multimediale che viene inserito all’interno dell’articolo andrebbe sempre ottimizzato per la SEO.

Per farlo, assicurati che i file multimediali caricati siano sempre leggeri per non appesantire il tempo di caricamento della pagina, e inserisci il corretto nome e il corretto alt text dell’immagine.

Link interni ed esterni

Molto importanti sono anche i link, sia interni, ossia che puntano ad altre risorse del tuo sito web, sia esterni, che indirizzano invece a siti web esterni.

Essendo elementi importanti, va da sé che non dovrebbero mai essere inseriti a caso ma seguendo delle linee guida precise.

In linea di massima possiamo dire che i link sono utili ai motori di ricerca per comprendere in che modo le risorse sono collegate tra loro mentre per gli utenti, sono utili per offrire loro delle risorse di approfondimento ai temi che stanno leggendo.

Ricordati anche di non inserire mai troppi link all’interno di un articolo perché potrebbe frenare la scalata del tuo articolo nelle SERP dei motori di ricerca.

URL, Metatitle e Metadescription

Infine, dobbiamo anche ottimizzare l’URL del nostro articolo o della nostra pagina, così come i metadati, come ad esempio il metatitle e la metadescription.

I metadata sono dati aggiuntivi che inseriamo nei nostri contenuti e che dovrebbero apparire quando il nostro articolo viene proposto da Google tra i risultati di ricerca.

Ecco un esempio:

ottimizzare i metadati

Per farlo, puoi utilizzare Rank Math, un plugin WordPress gratuito che ti permetterà proprio di inserire questi dati.

E visto che abbiamo accennato a questo plugin, approfondiamo adesso il discorso.

Plugin per l’ottimizzazione on page

Esistono diversi tool che ci permettono di ottimizzare la nostra SEO On Page, come ad esempio Yoast SEO o Rank Math, che preferisco e utilizzo anche io per i miei progetti.

Come funziona Rank Math? Molto semplice.

Si tratta di un plugin WordPress gratuito e per utilizzarlo ti basta installarlo nella sezione “Plugin” del tuo sito web.

Una volta installato, ti apparirà il box di Rank Math sotto l’editor testuale degli articoli dove ti apparirà una checklist sulle migliori pratiche di ottimizzazione del testo.

Ti fornirà quindi numerosi suggerimenti e ti permetterà di inserire i metadati di Google come il meta title, l’URL e la meta description.

rank math

SEO off page

La SEO off page riguarda tutte quelle attività che non vengono svolte sulle pagine del tuo sito web, bensì al di fuori, come:

  • la link building
  • il content marketing
  • il social media marketing
  • le recensioni
  • le citazioni
  • le PR
  • l’influencer marketing
  • il guest posting, che ha come scopo quello di espandere il nostro bacino di utenza ed eventualmente ottenere link verso il nostro sito
  • … eccetera.

Sono quindi attività utilissime non solo per spingere i tuoi articoli e le tue parole chiave sui motori di ricerca, ma anche per aumentare la tua autorità online e rafforzare il tuo brand.

SEO Semantica

La SEO semantica è una tipologia di ottimizzazione che non si basa esclusivamente sulla ricerca di keyword in senso stretto ma che si occupa del senso di ciò che stiamo scrivendo, sull’intero argomento, andando a rispondere in modo più preciso all’intento di ricerca senza ambiguità.

Ti faccio un esempio pratico.

Diciamo che una persona cerca su un motore di ricerca il termine “Apple”. Cosa sta realmente cercando? Un iPhone o un laptop? O forse il significato del termine in italiano?

La SEO semantica serve proprio a questo: aiutare i motori di ricerca a leggere e comprendere il linguaggio umano attraverso ciò che viene definito Natural Language Processing (NLP), ossia l’elaborazione del linguaggio naturale.

SEO tecnica

La SEO tecnica, come suggerisce il nome stesso, è quella che si occupa di tutti gli aspetti più tecnici di un sito, come ad esempio l’ottimizzazione del file robots.txt, la gestione del crawl budget, la sitemap, i dati strutturati o l’aumento della velocità del sito e il miglioramenti della user experience.

Per i principianti, spesso risulta essere un po’ complessa, per questo è importante studiare e fare molti test prima di iniziare a implementarla sul nostro sito.

Local SEO

La local SEO si occupa invece di posizionare la nostra azienda, il nostro sito o i nostri contenuti a livello locale.

Stai cercando un dentista a Roma? Allora è importante che nei risultati di ricerca vengono mostrati solo i dentisti di Roma e non quelli di Milano, che sarebbero un tantino fuori mano 😄

È quindi facilmente intuibile che la local SEO spesso a braccetto con le attività offline, come i negozi, i ristoranti, gli alberghi o i professionisti che lavorano solo in un certo luogo a differenza invece di un sito o di un e-commerce che dovrebbe apparire nei risultati di ricerca a livello globale dal momento che non ha clienti in un unico luogo.

Black Hat SEO, Gray Hat SEO e White Hat SEO

Black hat SEO

Parlando di SEO, forse ti è già capitato di incappare in termini come Black Hat, White Hat o Gray Hat SEO.

Ma qual è il loro significato? E in cosa si differenziano queste tecniche SEO?

I termini “cappello bianco, nero e grigio” sono nati per indicare gli hacker.

Ci sono gli white hat, che sono gli ethical hacker al servizio di privati e aziende, che lottano contro i black hat, gli hacker più dannosi, . E poi ci sono i gray hat, quelli a metà strada tra legale e illegale.

Un po’ alla Mr. Robot, per capirci.

Con il tempo, poi, questi termini sono passati dal mondo dell’informatica a quello della SEO, creando dei neologismi come appunto White Hat, Black Hat e Gray Hat SEO, con un’accezione molto simile a quella originale.

Ogni tipologia di “cappello” utilizza quindi delle tecniche SEO diverse, più o meno lecite, ma tutte con lo stesso scopo: migliorare la propria posizione nelle SERP di Google e aumentare il traffico verso il proprio sito web.

Andiamo allora a vedere tutte queste strategie un più da vicino.

Black Hat SEO

La Black Hat SEO utilizza sostanzialmente strategie non approvate dalle linee guida di Google.

A differenza degli hacker, che nel caso dei Black Hat compiono azioni illegali, nel caso dei Black Hat SEO queste azioni non sono sempre illecite a livello legislativo.

E se un tempo queste strategie funzionavano dannatamente bene, oggi i motori di ricerca hanno imparato a riconoscerle e tendono a penalizzare i siti che le utilizzano.

Ecco le tecniche Black Hat più conosciute:

  • Appropriazione di contenuti e article spinning
  • Testi e link nascosti
  • Acquisti e vendite di link
  • Creazione di pagine doorway
  • Keyword stuffing, ossia la ripetizione esagerata e innaturale delle parole chiave all’interno di un testo
  • Contenuti generati automaticamente
  • Cloacking
  • Far parte di schemi di link
  • Utilizzo di parole chiave non pertinenti
  • Contenuti non originali o senza qualità, in particolare se contengono link di affiliazione
  • Creazione di pagine per il furto di dati e informazioni
  • Link in entrata non naturali
  • Negative SEO.

White Hat SEO

White Hat SEO significa semplicemente fare SEO seguendo le regole, ossia le linee guida del motore di ricerca.

Gray Hat SEO

A metà strada tra Black e White, troviamo la Gray Hat SEO, quella anche più difficile da definire con esattezza.

Semplificando, possiamo dire che le strategie di Gray Hat riguardano pratiche non esplicitamente vietate da Google ma che rimangono comunque un po’ borderline, che spaziano in tanti aspetti diversi, come:

  • Utilizzare domini scaduti
  • Acquisto o scambio di link
  • Creazione o utilizzo di reti di blog privati ​​(PBN, ossia Private Blog Network)
  • Inserimento del proprio sito nelle web directory
  • Creazione di più account social per la promozione dei propri contenuti.

I migliori strumenti per fare SEO

Per aiutarti a creare la migliore strategia per il tuo sito e fare analisi dettagliate dell’andamento del tuo lavoro, esistono numerosi strumenti SEO super utili.

Ecco i miei preferiti.

Semrush

Semrush

Il mio strumento SEO preferito in assoluto, che utilizzo per tutti i miei progetti e che mi ha permesso di ottenere fantastici risultati con i miei blog è senza dubbio Semrush.

Attraverso Semrush puoi analizzare l’andamento del tuo sito e di quello dei tuoi competitor, trovare le migliori parole chiave da sviluppare, scoprire come le tue keyword sono posizionate sui motori di ricerca o acquisire ulteriori backlink da risorse esterne.

E solo per citare alcune delle sue funzionalità.

Anche perché oltre a tutta la sezione che riguarda la SEO, puoi trovare anche altre funzioni che riguardano l’analisi e l’ottimizzazione della tua strategia di content marketing, di advertising e di social media marketing.

Se vuoi provarlo gratuitamente, puoi farlo da qua. Ti basta creare un account e il gioco è fatto.

Un piccolo consiglio. Una volta che hai creato il tuo account, ti verrà chiesto se vuoi fare una prova gratuita di 7 giorni. La prova gratuita non è per utilizzare Semrush (che puoi invece utilizzare gratuitamente per tutto il tempo che vorrai in una versione limitata) bensì per testare le sue funzionalità premium.

Ti consiglio caldamente di attivare i 7 giorni di prova. In questo modo potrai sbloccare delle funzionalità super interessanti di Semrush e aumentare il numero delle ricerche che puoi fare ogni giorno.

SEOZoom

seozoom

Un altro strumento SEO incredibile è SEOZoom, molto simile a Semrush ma orientato al mercato italiano.

La sua forza è senza dubbio il prezzo dal momento che i suoi piani partono da appena 19 euro. Anche SEOZoom offre la possibilità di utilizzare il tool gratuitamente in una versione con funzionalità limitate.

Una precisazione importante: gli strumenti SEO sono importantissimi per creare un’ottima strategia e ottenere fantastici risultati ma non devono mai sostituire lo studio, i test e le analisi che dovrai fare costantemente sul tuo sito.

Un po’ come dire: puoi comprarti la macchina più veloce del mondo ma se poi non sai guidarla, non farai molta strada 😄

Domande frequenti sulla SEO

Per terminare, ecco le risposte alle domande più frequenti sulla SEO.

Come imparare a fare SEO?

Se vuoi iniziare a fare SEO seriamente sul tuo blog o sul tuo progetto imprenditoriale, il primo passo da fare è senza dubbio quello di imparare il funzionamento dei motori di ricerca, la teoria della SEO e poi – ovviamente – fare tanta, tanta pratica e tanti test.

Esistono numerosi libri SEO da cui iniziare a muovere i primi passi in questo mondo. Quelli che mi sono stati più utili nella mia carriera sono:

Una volta che avrai unito pratica e teoria, potrai quindi diventare un consulente esperto e lavorare per privati o aziende oppure dedicarti completamente ai tuoi business online.

Cosa significa “fare SEO”

Fare SEO significa quindi significa analizzare a fondo un progetto, i suoi competitor e il posizionamento delle principali parole chiave sui motori di ricerca così da riuscire a posizionare il nostro brand e i nostri contenuti ancora più in alto tra i risultati di ricerca di Google e degli altri motori di ricerca.

La figura professionale che si occupa di SEO è il SEO Specialist.

Cosa fa un SEO specialist?

Il SEO specialist è una figura professionale che lavora può lavorare sia come libero professionista per blogger e aziende, sia come dipendente, per esempio all’interno di una web agency.

Il suo ruolo è quello di svolgere tutte quelle che attività di Search engine optimization che hanno come scopo appunto l’ ottimizzazione dei nostri contenuti, migliorare il posizionamento di un progetto sui motori di ricerca e avere maggiori possibilità di apparire tra i primissimi risultati di Google.

Cosa fa quindi un SEO Specialist per riuscirci?

  • Conosce a fondo il funzionamento dei motori di ricerca
  • Conosce tutti gli aspetti della SEO, dalla SEO tecnica alla SEO semantica, e guida il lavoro degli sviluppatori e degli web writer
  • Prepara un piano editoriale in ottica SEO, sia per quanto riguarda gli articoli del blog del progetto che sta seguendo, sia per quanto riguarda la link building e il piano editoriale dei guest post
  • Svolge una serie di attività che hanno come scopo l’ottimizzazione per i motori di ricerca così da migliorare il posizionamento e aumentare la visibilità e il traffico
  • Sa utilizzare i principali strumenti SEO, come Semrush
  • Rimane sempre aggiornato su tutte le novità e tutti i cambiamenti dell’algoritmo di Google
  • Analizza costantemente i risultati ottenuti così da ottimizzare il progetto, in modo da migliorarne il posizionamento e acquisire maggiore traffico
  • Si accerta che vengano prodotti solo contenuti di qualità e ottimizzati in ottica SEO.

Quindi, se vuoi diventare SEO specialist, non è necessario solo studiare la teoria ma anche fare tanti test, tanta pratica e ottimizzare costantemente tutti i tuoi risultati.

La SEO è una scienza esatta?

Risposta breve: no, la SEO non è affatto una scienza esatta.

Nessuno infatti, forse nemmeno John Mueller, uno dei massimi esperti di Google, conosce fino in fondo gli algoritmi che regolano lo stesso motore di ricerca di Google. E se qualcuno ti vuole vendere un servizio SEO garantendoti al 100% il posizionamento, sappi che ti sta anche truffando al 100%.

Troppo spesso ci si aspetta infatti che la SEO sia un insieme standard prevedibile di passaggi progettati per ottenere sempre gli stessi risultati.

Detto in soldoni: se la tecnica X funziona per il progetto A, allora se faccio la stessa identica cosa sul progetto B otterrò anche gli stessi risultati.

Ma la verità è ben diversa e presto potresti accorgerti che le strategie che funzionano per un progetto potrebbero non funzionare per un altro, o almeno, non nello stesso modo.

Ti faccio un esempio.

Qualche anno fa ho lavorato a un progetto di blogging molto interessante per un’azienda di marketing.

Lavoravo a stretto contatto con un SEO Specialist e siamo riusciti a portare il blog a circa 300 mila visitatori unici nel giro di poco più di 3 mesi, tutto in organico e senza advertising.

Un lavorone incredibile, credimi. Ma ti giuro che alla fine mi sono sentita come se avessi trovato l’arca dell’allenza della SEO.

Sicura di avere la verità segreta della SEO in tasca, ho quindi replicato le stesse strategie sul blog di un altro mio cliente. E sai cosa è successo?

Una benemerita cippa 😥

Poi ok, in seguito ho trovato una strategia efficace anche per questo secondo progetto ma ti assicuro che è stato alquanto frustrante applicare le stesse tecniche e accorgermi che i risultati erano stati molto diversi 😅

Quindi su cosa si basa la SEO?

Si basa su test ed esperimenti che fanno i SEO specialist. Questi test mostrano infatti quali pratiche aiutano il posizionamento e quali invece lo penalizzano.

Esistono infatti delle best practice e delle metriche standard che vanno seguite per migliorare il posizionamento ma è anche vero che queste best practice vanno modellate sul proprio progetto, sul proprio business e sui propri obiettivi per ottenere dei risultati concreti.

Che differenza c’è tra SEO, SEA e SEM?

Differenza SEO SEA SEM

Molto probabilmente avrai parlato anche di SEA e SEM e magari ti stai chiedendo quali sono le differenze con la SEO.

Ti spiego subito il loro significato.

SEO, SEA e SEM sono tutti acronimi e stanno per:

  • SEO: Search Engine Optimization
  • SEA: Search Engine Advertising
  • SEM: Search Engine Marketing.

Mentre, come abbiamo visto, la SEO si occupa del posizionamento sui motori di ricerca, il SEA si occupa invece dell’ottimizzazione delle campagne di advertising su Google, ossia le pubblicità a pagamento.

Il SEM, invece, è il termine generico che viene utilizzato per indicare tutte quelle attività e quelle tecniche che hanno come scopo quello di aumentare la visibilità di un sito web sui motori di ricerca e portare traffico qualificato a quei siti web.

Attività, appunto, come la SEO e la SEA.

Riflessioni finali

Wow, è stato davvero un bellissimo viaggio alla scoperta della SEO, non trovi?

Adesso sono sicurissima che hai le idee più chiare se vuoi iniziare a muovere i primi passi all’interno di questo mondo.

Ma ricorda sempre anche che il posizionamento sui motori di ricerca non è la sola componente per creare un blog di successo. È infatti anche importante riuscire a creare contenuti interessanti e coinvolgenti per i nostri utenti – d’altronde, scriviamo per loro, non per Google 😏

Non mi resta quindi che augurarti un buon blogging!

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